STOMP: la reinterpretazione dell’urbano al Teatro Brancaccio

STOMP: la reinterpretazione dell’urbano al Teatro Brancaccio

stompScope, giornali, bidoni della spazzatura, il corpo umano stesso si lasciano reinterpretare in strumenti musicali nello spettacolo di STOMP. Dal 2 al 14 dicembre: sono questi i giorni in cui questa fenomeno internazionale vi aspetterà al teatro Brancaccio di Roma. Un’evento che è stato salutato dal New York Times come “il teatro al massimo della sua seduzione” e che il The Sunday Telegraph descrive come “pura magia da palcoscenico”. Inventato da Luke Cresswell e Steve McNicholas nel 1991, STOMP ha già girato 40 paesi da Hong Kong agli States, da Tokyo a Parigi.

STOMP, un suono più che un titolo, connota bene questo spettacolo che non prevede alcun dialogo all’infuori da quello prodotto dal ritmo degli impensabili strumenti che faranno la comparsa sul palco. Una performance incredibile questa perché intreccia facilmente e senza soluzione di continuità percussioni, danza e teatro. Incredibile anche nel saperci riportare una realtà in cui ogni oggetto comune viene trasmutato in musica e movimento, in cui si risveglia un’energia tra il moderno e il tribale, tra l’umano e l’inanimato. È un arte del “riciclo musicale” quella che così viene portata in scena, che nasce dalla cultura dell’underground, secondo cui tutto ciò che potrebbe trovarsi in un bidone della spazzatura -e il bidone stesso- diventano occasione d’espressione artistica e reinterpretazione dell’urbano.

STOMP, nella sua struttura frammentata fatta di scene giustapposte, è uno spettacolo che difficilmente potrà annoiare il suo pubblico, che verrà guidato in un mondo fatto di battiti, strofinii, starnuti e fruscii. In quel mondo del quotidiano e del subudibile insomma, che sa diventare, attraverso la lente d’ingrandimento offerta da STOMP, spettacolo teatrale. Dinamismo, ironia, ritmo, energia: questo e molto ancora vi aspettano a Roma dal 2 dicembre.

Daniele Di Giovenale
9 novembre 2014

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