Max Tortora al Sistina con L’amore e la follia- One man show

Max Tortora al Sistina con L’amore e la follia- One man show

maxc-tortora-l-amore-e-la-follia-teatro-olimpicoMax Tortora non ha bisogno di presentazioni. È uno dei comici e degli imitatori più amati dalla televisione italiana, da un pubblico di tutte le età. 

L’amore e la follia – in scena sul palco romano del Sistina dal 4 al 9 Novembre- è lo spettacolo ideale per mostrare i molteplici talenti dell’artista. L’apertura del sipario è accompagnata dalle note di Ovindoli, suonata dal vivo da una band di sei membri, cantata da un elegantissimo Max Tortora accompagnato da due bellissime ballerine.
La canzone è sicuramente uno dei suoi grandi successi, perfetta per scaldare il pubblico.
Terminato il brano, Tortora abbandona lo smoking. Un semplice completo nero sembra essere molto più adatto per il viaggio che gli spettatori stanno per affrontare, trascinati in un vortice istrionico di canzoni, comicità tradizionale ed imitazione.
Si inizia con le parodie musicali di brani di Sergio Endrigo, Domenico Modugno, Mina, Renato Zero e molti altri, per cui il senso dei brani è stravolto con le parole, con lo sguardo con le espressioni del viso. Il ritmo è dinamico, le trovate sono frizzanti anche se talvolta leggermente triviali, per cui alla risata si sostituisce un sorriso imbarazzato.
Lo spettacolo propone una summa dei più grandi successi del comico romano e riuscitissime sono le imitazioni di Celentano alle prese col romanesco e di Amadeus, distratto conduttore – in quest’ultimo caso con la partecipazione di Giovanni Andreucci-. Esilarante è anche, nella seconda parte dello spettacolo, la parodia di Renzo Arbore, resa ancora più speciale dalla partecipazione di Stefano Sarcinelli. Stefano è descritto come «Il Giovanni Angus dei nostri tempi» ed è una spalla perfetta per l’estroso cantautore.
Tortora si conferma un grande osservatore della realtà, da sempre capace di fare ironia anche sulla vita di tutti i giorni.
Così si apre una parentesi sulla televisione, inseparabile compagna degli italiani da decenni.
Lo spettatore è trascinato in una comica rilettura di sigle, pubblicità, programmi e personaggi del passato e del presente. I più giovani si riconosco nella realtà odierna mentre i più grandi apprezzano il ricordo del passato, delle icone che hanno segnato la loro infanzia ed adolescenza.
La “follia” del titolo sembra risiedere proprio in questo schizofrenico alternarsi di memoria e di sguardo al mondo contemporaneo, nella dissacrante ironia con cui Max stravolge i grandi personaggi della cultura alta e della cultura popolare cogliendo di ciascuno una particolarità che, all’occhio distratto di molti, sarebbe sfuggita.
Ma nel titolo troviamo anche la parola “amore”, l’amore per l’arte e per i personaggi di cui bonariamente si prende gioco. L’amore è quello per lo spettacolo, per i miti che lo hanno ispirato e che hanno divertito e commosso intere generazioni.
Nella seconda parte dello spettacolo grande spazio ha il commosso ricordo di Modugno, Lucio Dalla, Franco Califano ed Alberto Sordi. Tutti suoi grandi cavalli di battaglia.
In conclusione lo spettacolo risulta essere divertente, variegato e scorrevole -anche grazie ai bei momenti musicali accompagnati dal ballo- nonostante qualche momento meno convincente. In ogni caso Max Tortora dimostra di essere un grande professionista e che l’affetto che il pubblico continua a dimostrargli è sempre ben riposto.

di Valeria Campisi

6 novembre 2014

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