“Les Ballets Trockadero de Monte Carlo” festeggiano al Teatro Nuovo il loro primo 40esimo

LES_BALLETS_TROCKADERO-gruppoSul palco del Teatro Nuovo di Milano dal 17 al 26 ottobre in scena “Les Ballets Trockadero de Monte Carlo”, tornati a Milano per festeggiare il 40esimo della nascita di questa compagnia di danza, la più irriverente, dissacrante e divertente del panorama del balletto mondiale.

Era infatti il 1974 quando nacque per caso attraverso un gruppo di appassionati, con l’obiettivo comune di divertirsi proponendo in stile “en travesti”, la parodia del balletto classico tradizionale.

Fu così che cominciarono le prime rappresentazioni “Off-Off-Broadway” in  orari non convenzionali, che suscitarono delle inaspettate recensioni positive da Arlene Croce sul “New Yorker”, facendoli conoscere al grande pubblico fino a che i “Trocks”  ebbero risalto sulle pagine delle più  prestigiose testate quali il “New York Times” e “The Village Voice”.

La loro fama bene presto varcò i confini newyorkesi ed anche la stampa internazionale si occupò di loro e arrivarono articoli ed interviste sulle   famose riviste quali “Variety”, “Oui”, “The London Daily Telegraph”, fino alle foto di Richard Avedon su “Vogue”, che diedero un forte impulso alla loro fama a livello internazionale.

Oggi la Compagnia ha al suo attivo esibizioni in oltre trenta paesi e in cinquecento città in tutto il mondo e le loro stagioni  sono sempre più lunghe nelle capitali mondiali. Rimane però inalterato lo scopo originario, in quanto la compagnia continua ad essere formata sempre da  ballerini  professionisti, rigorosamente uomini, provenienti da tutto il mondo, Italia compresa.
Infatti tra i 16 danzatori in scena a Milano e che compongono Les Ballets Trockadero de Monte Carlo ci sono anche quattro italiani: Paolo Cervellera formatosi alla Scuola di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli, Giovanni Goffredo formatosi alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, Raffaele Morra formatosi all’Accademia Regionale di Danza del Teatro Nuovo di Torino e Alberto Pretto formatosi all’Academie de Danse classique Princesse Grace di Montecarlo. Tutti e quattro, dopo esperienze in diverse e prestigiose compagnie internazionali, da qualche anno sono diventati dei Trocks doc.

la-morte-del-cignoLe esibizioni della Compagnia puntano sull’aspetto comico e nei loro spettacoli la comicità è l’ingrediente principale, che viene raggiunto esagerando le manie, gli incidenti ed esasperando le caratteristiche tipiche della danza rigorosa. Vedere degli uomini danzare in tutti i ruoli possibili – con i loro corpi pesanti che delicatamente si bilanciano sulle punte come cigni, silfidi, spiritelli acquatici, romantiche principesse, angosciate donne vittoriane, valorizza lo spirito della danza come forma d’arte, deliziando e divertendo sia il pubblico più esperto che meno preparato.

A Milano, per il loro 40° anniversario, i Trocks, diretti da Tory Dobrin, presentano alcune delle loro più celebri coreografie, un programma spassoso, sarcastico e irriverente capace di divertire ogni tipo di pubblico.

Si inizia con un pezzo cult del loro repertorio: il secondo atto de Il Lago dei cigni, il celebre “atto bianco” di Lev Ivanov con le ballerine in candidi tutù, che si trasforma, nell’interpretazione dei Trocks, in una fantasmagoria assolutamente esilarante.

Dopo un Pas de deux a sorpresa, i Trocks propongono un altro brano del loro repertorio, il Pas de Six da Esmeralda, un’altra divertente rivisitazione del balletto di Petipa ispirato all’opera di Victor Hugo Nôtre Dame de Paris. In questa scena del secondo atto del balletto, il cuore infranto Esmeralda rimpiange l’amato ufficiale, assente, mentre viene consolata dal suo amico Pierre Grengoire e dalle sue amiche zingare.

La serata si chiude con dei veri e propri fuochi d’artificio tecnici che sfruttano le possibilità virtuosistiche della danza classica accademica grazie alla parodia del divertissement di Paquita, balletto francese dalla trama rocambolesca ripreso in versione imperiale in Russia da Marius Petipa.

Il pubblico gradisce molto e, nonostante i due intervalli, rimane sulla poltrona fino alla fine dello spettacolo applaudendo a scena aperta le divertenti rappresentazioni del gruppo.

Sebastiano Di Mauro
20 0ttobre 2014

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