T’amo senza sapere come, una storia per niente d’amore

In anteprima assoluta al Teatro Garibaldi di Modica (Ragusa) – domenica 15 gennaio ore 18 – “T’AMO SENZA SAPERE COME, lettere tra Sibilla Aleramo e Dino Campana,  testo di Angelo Ruta, che ne è anche il regista, con  la danza di Maria Carpaneto e la narrazione di Pietro Pignatelli. Uno spettacolo la cui sua genesi sta in una poesia di  P. Neruda, che recita: Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio freccia di garofani che propagano il fuoco: t’amo come si amano certe cose oscure, segretamente, entro l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sè, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T’amo senza sapere come, nè quando nè da dove, t’amo direttamente senza problemi nè orgoglio: così ti amo perchè non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Di questo spettacolo l’autore/regista dice: “Ho scoperto attraverso Vassalli, che col suo ‘La notte della cometa’ ha fatto una preziosa ricostruzione della vita di Campana, che il poeta è uno dei più amati tra i giovani, e uno dei più letti in assoluto”, aggiungendo:”Ho concepito lo spettacolo come un racconto, in cui le tracce biografiche, ‘i fatti’, emergono poco a poco, scanditi dalle lettere che per un anno e mezzo si scambiarono Campana e Sibilla Aleramo. Tra queste, i versi di Whitman e Rimbaud, oltre ai loro; il ‘focus’ è una storia per niente d’amore, alla cui disperazione si aggiunge il disperato bisogno d’amare, dell’uno e dell’altra, ciascuno a suo modo emarginato dalla morale comune. Sullo sfondo, la prima consapevole presa di coscienza di un’idea femminista, che del romanzo ‘Una donna’ dell’Aleramo fece un manifesto, e l’orrore della prima guerra mondiale.”

Lo spettacolo vede l’alternarsi di momenti di teatro e di danza ed è scandito dalla canzone “Besame Mucho”, ogni volta in un’interpretazione diversa: da Josephine Baker, a Cesaria Evora, a Dea Garbaccio, a Ivano Fossati, a Tony Mottola e ad altri ancora”. La voce narrante, calda ed inconfondibile, è quella di Pietro Pignatelli, semplicemente Piè per gli amici, che vanta oltre quindici anni di carriera, in cui ha accumulato numerose esperienze teatrali, televisive e cinematografiche, con diversi riconoscimenti e premi.

Pietro Pignatelli, proprio per le sue spiccate capacità attorali, è un artista completo, poliedrico ed eclettico, che si è espresso in qualsiasi forma teatrale. E’conosciuto soprattutto per le partecipazioni, da protagonista e co-protagonista, a grandi musical tra cui “Grease” (1998/2000 con Lorella Cuccarini, regia di Saverio Marconi), “Scugnizzi” (2002 e 2006/7 di Claudio Mattone), “Pinocchio” (2005/6 scritto dai Pooh, regia di Saverio Marconi), “Il Pianeta Proibito” (2010 con Lorella Cuccarini, Regia di Luca Tommassini). Nell’Ottobre 2010 è unico protagonista italiano del musical indiano “Bharati”, andato in scena al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Attualmente è in scena, nel ruolo di Capitan Uncino, in Peter Pan, produzione Teatro Sistina, regia di Maurizio Colombi.

Pietro, nonostante tutti i suoi impegni professionali, proprio per la sensibilità che lo contraddistinque, a conferma del suo grande cuore napoletano, ha trovato il tempo per assumersi un impegno sociale che lo vede anche testimone della Fondazione Millesoli che promuove i diritti dell’infanzia in India. Per la sua Fondazione, Pietro ha prodotto uno spettacolo itinerante omonimo di fiabe per bambini, ma piacevole pure  per gli adulti. Nell’ottobre del 2011 ha pubblicato il cd “Quante Storie” (New Music), 14 brevi fiabe su temi di attualità, da lui recitate e cantate.

di Sebastiano Di Mauro

12 gennaio 2012

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