Due Diaspore si incontrano: Il Grande Gospel incontra il Klezmer

Gli organizzatori lo avevano annunciato: Aperitivo in Concerto, arrivato alla sua ventisettesima edizione, porta a Milano, al Teatro Manzoni, il meglio della nuova musica, quella che si muove fuori dai circuiti convenzionali, che nasce da zone di confine, dalla profondità del jazz, dalla contaminazione tra etnie ed esperienze di vita.

Così domenica 4 dicembre sono state le note dei Klezmatics, eredi del patrimonio musicale popolare degli ebrei orientali (Klezmer) unite a quelle del gospel afroamericano di Joshua Nelson, a riempire il Teatro Manzoni.

Nell’attingere al passato, non c’è da parte dei Klezmatics un atteggiamento da vittime di nostalgia culturale, ma piuttosto di ricerca di se stessi e del loro presente che prima di essere tale, è passato attraverso la marchiante esperienza della diaspora. Essa è stata vissuta anche dai neri africani fatti schiavi e condotti nel “nuovo mondo” che l’hanno esorcizzata dando vita al gospel . Non è un caso quindi che due drammatiche esperienze di diaspora si incontrino per dare vita ad un messaggio di vita e fratellanza.

Dalle prime note solitarie appare il deserto, con la sua durezza ma anche dolcezza. Il singolo canto che si leva dapprima come un lamento, si unisce  ad un altro e poi ad un altro ancora sino a diventare il canto di un popolo intero che canta prima il dolore della sua diaspora e poi il coraggio di affrontarla con ostinazione e ottimismo. Per questo le note minacciose e gravi del rullo bellico del tamburo, si arrotolano su loro stesse e in un soffio di vento si trasformano in una girandola di note divertite e divertenti.

Si canta in yiddish e in inglese, si suona musica ebraica e jazz afroamericano: due terre, due lingue, due speranze si fondano e il loro canto diventa il canto di tutti noi, un’esperienza di condivisione, come il futuro che ci aspetta al ritmo della musica della vita. Perché il viaggio più bello è quello che si fa tutti insieme. Quindi, ognuno salga sul palco della vita con il proprio strumento, piccolo o grande che sia. E se non ne possiede nessuno o non sa suonarlo, che si aggiunga ugualmente con entusiasmo e con le proprie mani, strumenti fantastici per scandire il ritmo. Ed è quello che ha fatto il pubblico del Manzoni domenica: prima della fine del concerto si è alzato ed è andato sotto il palco a cantare e ballare, trascinato emotivamente da questo canto di fratellanza dei Klezmatics e di Joshua Nelson che è un inno trionfante alla vita, indipendentemente dal Dio che ce l’ha concessa.
 
Prossimo appuntamento: domenica 11 dicembre ore 11 Omer Avital Quintett. Il contrabbassista israeliano Avital ci offrirà, assieme al suo gruppo, un jazz policromatico che passa dalle influenze afroamericane a quelle yiddish passando talvolta per il “latin”.

Info:
TEATRO MANZONI
Via Manzoni, 42 Milano – 02 7636901
www.aperitivoinconcerto.com
www.teatromanzoni.it

di Raffaella Roversi

7 dicembre 2011

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