Tante belle cose al Manzoni

Con Maria Amelia Monti non si vive il senso della tristezza, ma della positività
 
Hoarder termine riduttivo, quando ancora non si conoscevano le persone con questo appellativo, ora di uso comune, è una parola coniata in tempi recenti per un fenomeno socialmente preoccupante. In realtà corrisponde ad un modo personalissimo di essere affezionato a ciò che si possiede non necessariamente obbligato a disfarsi delle cose, o privarsi di acquistarne o raccoglierne in giro, nei luoghi dove la gente butta la roba. In passato lo sono stati i rigattieri, svuotando le cantine o le soffitte soprattutto negli anni in cui si sono  rivoluzionati i costumi, e che magari molti sono diventati antiquari,  di certo molti altri hanno creato un’attività.

Nel mondo del cinema, della pubblicità dello spettacolo e non solo, esistono figure, ruoli con mansioni di trovarobe o “Arbayer”, più elegante, compreso stabilimenti che forniscono attrezzerie  e costumi di ogni genere.

In questo caso, è marginale la “malattia psicotica” cui si fa riferimento, in quanto, trattasi di commedia brillante anzi commedia agrodolce. Una trama all’apparenza semplice con risvolti psicodrammatici ma che nasconde una  perfidia : ”Triller metropolitano”. Luce soffusa, atmosfera dolcemente retrò, un uomo in …attesa.

Capita che un giorno Orsina, pur nella sua incompiutezza generale, si reca al posto di una sua amica a fare un ‘iniezione a casa di Aristide, un uomo con problemi familiari e lavoro precario, per lenire i dolori alle articolazioni. L’ingenuità le permette di ricambiare la simpatia che l’uomo inizia ad avere nei suoi confronti, ignara e inconsapevole di quanto questo profetizzi eventi futuri…..

Ci sta bene Orsina nel suo “scrigno ovattato” circondata e sommersa di oggetti accumulati nel tempo, che mai si separerebbe, anzi trova sempre un angolo dove sistemare l’ultimo acquisto nei saldi o raccolto nei cassonetti alla domenica specialmente, nel quale mai permetterebbe a chiunque e per qualunque motivo di intrufolarsi.  Per lei equivale ogni cosa al suo posto, un posto per ogni cosa, del resto, come potrebbe: “Anche le cose, gli oggetti hanno un’anima”.

Una vita perfetta dunque la sua, anzi, quasi perfetta se non fosse per il risentimento dei condomini vicini di casa, proprietari mentre lei occupa l’appartamento della cugina, che non accettano il modo di vivere di Orsina e che pensano sia la causa dei loro problemi condominiali e del loro malessere. La signora Bolasco e il viscido Eugenio portavoce di altri condomini, negli innumerevoli incontri ambigui, creano complicità a schierarsi per combattere senza mezzi termini  il più  debole.

La commedia con straordinaria energia inizia ad avere risvolti completamente contorti ed intriganti anche per l’instabilità  di  Aristide, colpevole per aver sottaciuto la sua professione. L’allestimento è povero di cambi di scena ma ricco di suggestioni: Nella scenografia centrale  ricca di elementi, pare scomposta e ordinata allo stesso tempo, superando i confini tra Francis  Bacon,  Basquiat e Keith Haring  in un’armonica fusione…
Esprimere razionalmente opinioni per questa forma di dramma psicologico si può: Oltre la sindrome , si insinua un “ Ospite “, la solitudine…a volte.!

Commedia di Edoardo Erba
al Teatro Manzoni a Milano dal 29 novembre al 18 dicembre 2011. Debutto in prima nazionale
con Maria Amelia Monti, Gianfelice Imparato, Valerio Santoro e Carlina Torta
le musiche di Cesare Cremonini
scene di Matteo Soltanto
costumi Giuseppina Maurizi
luci di Adriano Pisi
regia di Alessandro D’Alatri
Il tour in tutta Italia proseguirà fino a marzo 2012.

_

di Angelo Antonio Messina

5 dicembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook