Il portaborse

di Rosalba Belmonte

A Perugia, fino al 24 novembre,  è  in corso “IMMAGINARIO 2.0” che continua a proporci eventi tanto interessanti quanto attuali. Proprio ieri, presso il cinema Zenith di Perugia è stato proiettato il film “Il Portaborse” tratto dall’omonimo libro di Gian Antonio Stella. Il film, narrante la storia di un professore di lettere che dall’arrotondare lo stipendio scrivendo per un poeta in crisi passa a stendere discorsi ed interventi per il ministro Botero (ministro mai esistito realmente ed interpretato da Nanni Moretti), descrive fedelmente l’epoca di “Tangentopoli”.  I temi ricorrenti sono quelli del clientelismo, del familiarismo, della compravendita dei voti e della corruzione. Alla fine del film è seguito un dibattito,  al quale ha partecipato anche l’autore del libro, sull’attualità dei problemi raccontati da un film scritto ben 20 anni fa.

Pare infatti che nonostante il tempo e il cambiamento di circostanze, il sistema politico e burocratico italiano non sia cambiato affatto, sembra piuttosto che le piaghe sopramenzionate oggi siano attuali più che mai. A cosa dobbiamo tutto ciò? Forse, come suggerisce l’autore,  alla mentalità statica degli italiani, che preferiscono cullarsi sulle certezze di un sistema fatiscente e compromesso piuttosto che rinunciare alla possibilità di mangiare la fetta di torta che il “parente di turno” potrebbe assicurargli in cambio di un sistema pervaso da una correttezza apparentemente insana. Cambia il tempo, cadono i governi, cambiano le leggi e le garanzie, ma l’Italia resta sempre e comunque il luogo adatto perché il “paradosso del Gattopardo” si verifichi. Il luogo dove si cambia affinché nulla cambi.

19 novembre 2011

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