Grazie a Dio c’è “Sister Act”

Dal 27 Ottobre al Teatro Nazionale è in scena “Sister Act – Il musical divino”, che occuperà l’intero cartellone per allietare piccoli e grandi  lungo la stagione teatrale

Non ci si può credere che l’Italia si stia aprendo a questi nuovi stimoli dall’estero che tanto hanno caratterizzato città di rilevanza mondiale per il teatro, come Londra e New York. Non che mai potremmo reggere il confronto, ma le vie del Signore sono infinite. La verità è che “Sister Act”, dopo “La Bella e La Bestia” e prima di “Priscilla – Regina del deserto”, consacra la nuova formula teatrale italiana, quella di uno spettacolo portato avanti per un anno. Musicals mondiali finalmente portati nel Bel Paese con grande fiducia nel pubblico nostrano, che finora, non ha deluso.

E come potrebbe farlo dinnanzi a tanto spettacolo per uno show paradisiaco. L’inizio è incerto, le battute appaiono scontate e fredde, gli attori non troppo immedesimati nella parte, ma è solo una sensazione primordiale, dato che le canzoni ti riportano subito alla realtà, ti spingono a realizzare che quello che si ha dinnanzi agli occhi è proprio un musical alla Broadway. E ti commuovi  con le musiche si ispirano agli anni 70-80,  firmate da un grande premio Oscar Alan Menken. La regia è di Carline Brouwer.
Come la grande Whoopi Goldberg  aveva preannunciato nella conferenza stampa, chi si aspettava la replica del film, con le canzoni uguali, i dialoghi uguali e le scene uguali, si è dovuto ricredere. In positivo ovviamente. Per quanto il cult cinematografico abbia segnato un impronta nella storia, la trascrizione teatrale non vuole essere da meno, e trova, nei suoi magnifici attori, la forza per entrare nei cuori degli spettatori, suore vere comprese (che il Martedi possono entrare gratis – beate loro -).
Loretta Grace, in primis, mitica Dolores italiana, marchigiana, nera e voce soul, dà i brividi e ricorda molto la simpatica suora del film, anche per i gesti e i modi di fare, ma ha uno sprint tutto nuovo, giovane, frizzante e un’ugola che fa tremare gli specchi e gli animi insieme.  È la protagonista indiscussa della storia che tutti conosciamo, ma riscritta in lingua italiana  e arrangiata con molta maestria, senza troppo compiacere il pubblico e senza troppi riferimenti nazionalpopolari,  da  Franco Travaglio, fratello del giornalista Marco Travaglio,  che a volte sembrano stonare  con l’atmosfera internazionale.
Dora Romano, la madre superiora, contraria ai metodi progressisti di una finta suora, la ritiene una serpe in seno per il suo monastero, ma alla fine dovrà ricredersi e amerà anche lei la pazza cantante. Timothy Martin è Eddie, il poliziotto che nasconde Deloris in convento per non farla scovare da Curtis, Felice Casciano, e dai suoi scagnozzi che la vogliono morta perché ha assistito ad una loro resa dei conti. Laura Galigani è Suor Maria Roberta, timida e insicura, arriverà grazie a Suor Maria Claretta a trovare la sua vocazione e anche la sua spettacolare voce. Simonetta Cartia e Giulia Marangoni, sono in ordine suor Maria Lazzara e suor Maria Patrizia, la prima è diffidente, la seconda è allegra, e saranno amiche della protagonista nella sua difficile storia. E tanti altri, tra cui spiccano  Massimiliano Pironti (TJ), Fabrizio Checcacci (Joey), Giacomo Buccheri (Deniro) e  per l’ensemble, uno per tutti, Nicolas Tenerani.
È un musical corale: ogni attore è intrecciato con l’altro. Non funzionerebbe senza quell’armonia che si respira, specie fra le suore, un team in nero che fa venire la pelle d’oca all’ascolto.  Avete tempo fino al prossimo anno per vederlo, altrimenti andrete all’inferno!

Info: Teatro Nazionale – Teatro
Piazza Piemonte, 12
Dal 27/10/2011 al 29/02/2012
www.sisteract.it

di Diego Papadia

18 novembre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook