Al Teatro Manzoni “Stanno Suonando La Nostra Canzone” di Neil Simon

In scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 27 di novembre “Stanno Suonando la Nostra Canzone”, il cui titolo originale è “They’re Playing our Song”, un testo di Neil Simon, considerato il re di Broadway, con musiche di   Marvin Hamlisch e liriche  di Carol Bayer. Protagonisti della commedia musicale sono Giampiero Ingrassia, nel ruolo di Vernon Gersch, e Simona Samarelli, interprete di Sonia Walsk. Il debutto di Milano, rappresentando una prima nazionale, è stato una grande emozione per tutti, proprio perchè dava il via ad un lungo tour italiano di un opera che vanta precedenti di grande successo.

Molto singolare la sua genesi, che si rifà ad una reale storia sentimentale raccontata all’autore, Neil Simon, da Hamlisch, reduce da una burrascosa storia con una famosa paroliera. Il Racconto dell’amico e collaboratore avvince così tanto Simon da fargli accantonare il testo si cui stavano  lavorando, per cimentarsi nella scrittura di questa nuova opera, dove lei si chiamerà Sonia è lui Vernon. Quest’ultimo un affermato e famoso pluripremiato compositore in calo d’ispirazione, chiede collaborazione a Sonia Wals, una paroliera in cerca di affermazione, molto eccitata di scrivere per un compositore di quel calibro.

Il testo, come nello stile di Simon, affida al personaggio femminile un ruolo centrale e tutto ruota intorno a lei, che ha un carattere irruento, ma anche allegro e briososo. Ma Sonia è un eccentrica, un fiume in piena, perfino troppo squillante, che travolge Vernon minando il suo già precario equilibrio psichico. Tutto si sviluppa in un complesso intreccio di rapporti che porterà entrambi ad una difficoltà di comprensione, lasciando trasparire tutte le nevrosi e fragilità dei loro carattere,  accentuandone le insicurezze della loro coscienza. A complicare, non poco, la situazione del loro  rapporto contribuisce in modo determinante la figura di Leon, l’ex fidanzato di Sonia, che per Vernon diverrà un vero e proprio incubo dal quale non riesce a liberarsi, ma che invece annullerà tutti quegli incipit di apparente romanticismo.

Gianluca Guidi nella conferenza stampa di presentazione ha illustrato con molta enfasi e con un certo orgoglio il lavoro teatrale da lui  diretto, richiamandone i suoi trascorsi successi, specie delle precedenti interpretazioni di Gigi Proietti e Loretta Goggi  nel 1981 fino a quella che lo vedeva come interprete insieme a Laura Baccarini nella stagione 98/99 sotto la regia dello stesso Proietti, che era anche il  produttore. Guidi  ha anche avuto parole di apprezzamento per le indiscusse qualità artistiche dei due protagonisti a cui è legato da rapporto di amicizia da lunghi anni. In particolare nei riguardi di Simona Samarelli, oltre ad esaltarne il suo talento, ne sottolineava il carattere dotato di uno spiccato senso di umorismo e nello stesso tempo da un sorriso malinconico, che riesce a far trasparire dai suoi occhi. Quando gli spieghi qualcosa – precisava Gianluca Guidi – ti fissa con uno sguardo, che si potrebbe definire “da ricovero immediato”, ma poi riesce tranquillamente a mettere in atto, con una sponateneità impressionante, tutto quello che gli è stato detto. Questa sua peculiarità la rende perfetta per il ruolo di Sonia Walsk.

La regia di Guidi è così permeante sulla scena da far sentirne quasi la sua presenza attraverso i due interpreti, come fossero, a tratti,  il suo “alter ego”. Rimane difficile dire se questo sia  uno pregio o un difetto. Nel complesso però lo spettacolo, pur non rappresentando affatto un esempio di teatro leggero, è  di ottima qualità, impreziosito dalle musiche di Marvin Hamlisch, dalla direzione musicale del bravo maestro Giovanni Maria Lori, dalle coreografie di Stefano Bontempi, ormai una costante negli spettacoli diretti o interpretati da Gianluca Guidi, dagli effetti delle luci di Valerio Tiberi, dalle scene di Alessandro Chiti, soprannominato da Guidi “pinturicchio”, che proprio per sopperire al ridotto cast ha inventato 18 cambi scena, ma anche dagli estrosi costumi di Francesca Grossi, nonché dalle perfette coreografie di Stefano Bontempi,  anche lui legato da un lungo sodalizio artistico col regista.

Doveroso è  segnalare la presenza in scena dei sei performer, che rappresentano la voce della “coscienza” dei due protagonisti: tre uomini e tre donne, come nella scrittura originale, la cui scelta è avvenuta dopo l’audizione di 220 candidati. Tutti e sei, le tre “girls” e i tre “boys”, di ottima presenza scenica, riescono con il loro talento a ravvivare lo spettacolo, che in certi momenti diventa difficile da seguire per la velocità delle dinamiche della sua trama. I loro nomi sono: Federica Capra, Alessandra Calamassi, Giorgia Stizzoli e Davide Dal Seno, Andrea Ciarlantini, Giuseppe Marino.

Il tour di “Stanno suonando….” prevede diciannove tappe in altrettanti teatri italiani dal nord  al sud Italia, che si concluderà con quella presso il Sistina di Roma dal 3 al 22 Aprile 2012, quindi a chiunque sia curioso non rimane che andare a vedere lo spettacolo per immergersi nella sua atmosfera impregnata da forti evoluzioni psicologiche,  in cui a volte qualcuno si può riconoscere, senza che però sia per questo una di quelle storie romantiche a lieto fine, che ti prendono e magari ti creano forti emozioni interiori.

Info:
Teatro Manzoni – Via Manzoni, 42 – Milano
Dall’8 al 27 novembre
Orari: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30
Biglietto: poltronissima € 30,00 – poltrona € 20,00
www.teatromanzoni.it

di Sebastiano Di Mauro

13 novembre 2011

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