Immobilità al Teatro Salone con “Manichìni”

di Alessandra Pizzilli

La Compagnia del Tratto, finalista al Premio Kantor 2010, presenta, al CRT Salone, “Manichìni”, quarto atto della Trilugia dell’Impossibilità per la regia di Rosario Palazzolo. Il CRT, Centro di Ricerca per il Teatro, primo e più importante  centro italiano per la ricerca e la sperimentazione teatrale, nasce con l’obiettivo di riuscire attraverso il Teatro a comunicare, a far crescere la consapevolezza. Oggi, con “Manichini”, sembra che lo scopo sia stato raggiunto con successo al Teatro Salone, luogo che ci accoglie in un’atmosfera calda e familiare.

La Trilugia dell’impossibilità, di cui “Manichìni” costituisce il quarto atto, presenta realtà simboliche, esuberanti, tortuose e tormentate e  quest’ultima è una fedele rappresentazione di quest’intento. I quattro personaggi che si alternano durante lo spettacolo simboleggiano la Madre, la Moglie, la Donna e Lei. Personaggi statici con ruoli imposti: la Madre, donna isterica, la Moglie, occupata a svolgere il compito di madre premurosa e moglie comprensiva, la Donna, intrappolata in un corpo che non la rappresenta e infine Lei, personaggio bizzarro, pazzo, che cerca, nei suoi vaneggiamenti, di comunicare qualcosa.

Il titolo “Manichìni” è un ovvio richiamo alla presenza in scena di cinque pupi, ma più nello specifico si riferisce all’immobilità dei personaggi, all’impossibilità di ribellione, alla prigionia a cui sono costretti da una morale imposta, da valori che non lasciano spazio al desiderio. “Manichìni”, però, significa, anche, “mani piene”, espressione tesa a  ridicolizzare coloro che sono convinti che la vita possa essere vissuta appieno. I quattro personaggi interpretati da Rosario Palazzolo, Monica Andolina, Delia Calù e Chiara Pulizzotto, rendono questa rigidezza in maniera perfetta, le loro battute risultano interconnesse solamente dall’alternarsi dei dialoghi, senza la presenza di un filo conduttore. Solo la fine darà un quadro finale, rimettendo insieme i vari pezzi del puzzle e, a differenza di quanto ci si aspetta, il finale non sarà confortante; la realtà  che si presta a descrivere non sarà riscattante, non porterà con sé consolazione.

La logica, il potere, i valori, la morale impostano delle regole e la ribellione a queste regole è possibile, ma comporta con sé conseguenze devastanti che si accavallano rendendoci colpevoli di eventi spiacevoli e disastrosi. Si rimane, in sostanza, come immobili manichini di fronte a cotanta verità.

Dove: CRT Centro di Ricerca per il Teatro – via Ulisse Dini, 7  Milano
quando:  dal 10 al 16 novembre

11 novembre 2011

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