Successo per i Shanir Blumenkranz’ Abraxas, al Teatro Manzoni di Milano

Successo per i Shanir Blumenkranz’ Abraxas, al Teatro Manzoni di Milano

Abraxas-aperitivo-in-concertoLa storica rassegna “Aperitivo in concerto” al Teatro Manzoni di Milano, giunta ormai al suo 29esimo anno di attività, ha ospitato domenica 16 febbraio, in un’unica data italiana, il gruppo Shanir Blumenkranz’ Abraxas.

Non stupisce che proprio in questa rassegna, impegnata nella continua ricerca e proposta delle nuove sonorità della scena internazionale, si sia esibito un gruppo definito “una delle migliori formazioni contemporanee della musica radicale ”, ed è lo stesso Blumenkranz a premetterlo: “la musica che ascolterete è extreme”, estrema, una reinterpretazione dell’universo creativo del maestro del new soundJohn Zorn (di cui Blumenkranz è stato collaboratore) le cui radici affondano nella tradizione musicale ebraica e che il quartetto reinventa, modernizzandola in una versione contaminata da sonorità mediorientali cui fa da contrappunto l’intervento musicale del gimbri, strumento a tre corde utilizzato soprattutto dagli Gnawa, popolazione marocchina discendente dagli schiavi neri provenienti dai paesi dell’Africa a sud del Sahara.

Sul palco Blumenkranz racconta le origini della loro ricerca musicale: con parole e pause sapientemente scelte, ci conduce alla scoperta di questo affascinante strumento, il gimbri, anticamente utilizzato, spiega, per curare ferite del corpo e dell’anima . Suoni arcaici e primordiali , dunque, che si mescolano, grazie alla batteria del giovane Kenny Grohowski e alle chitarre dell’israeliano Eyal Maoz e dell’americano di origine armena Aram Bajakian, al mondo musicale del melting pot newyorkese, in un’irruzione di energia metal e progressiva che conferisce ai brani, rivisitazione del “Masada book” di Zorn, dal secondo “Book of Angels”, un’armonia e una completezza data da apparenti antitesi che si fondono in composizioni estatiche e energetiche che comprendono cultura ebraica, americana, arabo-islamica, un racconto musicale scoppiettante e mistico d’impatto difficile da dimenticare.

Aglaia Zannetti
16 febbraio 2014

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