“E pensare che eravamo comunisti”: un ciclo che si esaurisce e un altro che comincia

di Angelo Antonio Messina
 
Quasi il mentore di questo viaggio, all’interno di un appartamento, una figura nella penombra con voce mesta invita a non lasciarsi sviare…abbandonarsi al presente e non pensare a cosa accadrà domani…Gruppo di famiglia in un interno: attico ai Parioli con domestico, un marito libero professionista, moglie impegnata tra ufficio, shopping e cure estetiche, due figli indecisi sul proprio futuro; scenario di una probabile sit-com dei nostri giorni, occasione di felicità e serenità.

Giulia e Rinaldo si sono conosciuti negli anni settanta durante il periodo delle lotte studentesche e delle manifestazioni di protesta contro il sistema. Dopo vent’anni Giulia  è ancora impegnata politicamente con Rifondazione Comunista e divide la sua vita con la famiglia e la sezione mentre Rinaldo, abbandonato Democrazia Proletaria per il Partito Democratico, ha uno studio professionale. Nilde, la figlia dall’inesauribile velleità artistica, ha la passione per la pittura  e dipinge a volontà quadri che non riesce a vendere; Enrico, suo fratello che vive di pasti fugaci e qualche coccola in famiglia, fidanzato con la figlia di un noto avvocato, si occupa di automobili di lusso. Oba è il domestico tunisino, laureato in filosofia. Infine Maria, la zia calabrese, ospitata per meditare sulla pausa di riflessione circa la sua crisi matrimoniale.

La serenità e gli equilibri della famiglia modello, vengono minati da ombre, tanto da rendere maggiori difficoltà al “dialogo” della coppia. I profondi e rapidi mutamenti, progressivamente si rompono alla notizia che Enrico, per compiacere il futuro suocero, decide di candidarsi nelle liste del centro destra. Grave affronto per Giulia che caccia di casa il ragazzo. Tormentati tra la speranza e l’angoscia, solo un malore di Rinaldo permetterà di ricucire i rapporti.

Non una commedia degli equivoci ma gli equivoci della commedia. Testo scritto diretto e interpretato da Roberto D’Alessandro, è una commedia caratterizzata da una qualità della “vita esemplare”, tutta da vivere adagiata e alla deriva liberal – consumistica e si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e con la sua storia., gli sforzi dell’uomo, delle sue sconfitte e delle sue vittorie. Genera, come egli lo dimostra nella scomposizione e ricomposizione dei ruoli, metafore sugli interrogativi degli uomini sul senso della vita presente e futura e sulle loro relazioni reciproche del passato. L’inquietudine e il disagio spesso drammatico, sul modo di pensare e agire lo “urla” puntellando spesso le ansiose questioni sull’attuale evoluzione per  conoscere e comprendere il mondo in cui viviamo. Un periodo nuovo della storia politica e sociale; intelligenza e attività creativa per gravi contrasti politici, sociali, economici, razziali e ideologici, mentre si “interrogano(?)” sull’attuale andamento del mondo. Altri interpreti: Cristina Fondi, Maria Lauria, Silvia Labella, Romano Fortuna, Marco Di Campli.

I quadri che compaiono in scena sono realizzati da veri pittori e sono in vendita. Si potranno acquistare, ma solo dopo la fine delle recite in ogni città, dove si replicherà lo spettacolo.

Teatro Martinitt – via Pitteri, 58  Milano
dal 13 al 30 ottobre 2011
 www.teatromartinitt.it

 

29 ottobre 2011

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