Aladin: Al Nuovo si ritorna a sognare di nuovo

di Antonio Provitina

La sera dello scorso martedì  25 ottobre si è vissuta una serata, come si suol dire, “da lupi”. Una pioggia incessante scendeva su Milano, sentenziando ufficialmente l’inizio della stagione invernale. Il morale di chi avesse deciso di rimanere a casa, poteva esser tirato su solo da uno scoppiettante camino, mentre invece chi avesse voluto provare a contrastare l’effetto dell’uggiosa giornata, poteva decidere di immergersi, con un semplice biglietto teatrale, in una delle atmosfere più affascinanti e romantiche narrate dalla famosissima raccolta  “Le mille e una notte”.

Parlo  della fiaba del maldestro brigantello, dello stravagante genio, del buffo ma potente sovrano, della prorompente e determinata principessa e dell’immancabile cattivo.  Si, la serata ha avuto inizio con una particolare atmosfera che era già carica dei sapori e profumi d’oriente,  approdati al Teatro Nuovo, grazie al musical che ha già incantato 130.000 spettatori. Stava per fare il suo debutto stagionale ALADIN il Musical, scritto da Stefano D’Orazio e accompagnato dalle splendide musiche dei Pooh,
Le aspettative annunciate durante la conferenza stampa del giorno prima, sono state tutte rispettate. Le promesse del regista Fabrizio Angelini di esaltare le doti degli interpreti, di contestualizzare una fiaba d’altri tempi,  cercando di trasportare il più possibile un pubblico esperto in un sogno, sono state realizzate. Solo quando si ritirerà l’ombrello al guardaroba e si affronterà nuovamente la strada, la scrosciante pioggia ci riporterà alla realtà. Apparentemente poteva sembrare una missione ardua, ma la navigata esperienza di tutto il cast  ha permesso che il sogno ricominciasse a viaggiare per tutta l’Italia, ed il nastro è stato tagliato proprio a Milano.
La prima assoluta di uno spettacolo, lo si sa, è pregnante di tensione e aspettative. A volte è come se fosse un match tra gli artisti ed il pubblico. Invece a spezzare questo conflitto è un’intrigante scelta registica che vi accoglie e vi da il benvenuto nella città di Bagdad, come fosse un’esplicita dichiarazione d’amore al teatro ed al suo modo naturale di poter far sognare.
Quest’anno il cast è stato stravolto e rivive in maniera diversa i segreti di una terra lontana: l’affascinante ruolo di Aladin viene interpretato da Flavio Montrucchio, il frizzante Mago dall’indomabile e dialetticamente impressionante Stefano Masciarelli, Jasmine dalla completa Valentina Gullace, Jafar dal potente e scenico Simone Sibillano, Jago dal poliedrico e sempre sorprendente Piepaolo Lopatriello, Shadia da una grintosa e preparata Gabriella Zanchi,  il Sultano interpretato da Maurizio Palladino, Abù dal burlesco Alex Mastromarino, Lunatica da Glaucia Virdone e Andalù da Francesco Venezia.
Da ricordare il meticoloso lavoro di coreografia, curato dallo stesso Fabrizio Angelini. Molto d’effetto l’innesto dello stile contemporaneo in alcuni tratti, dei blocchi scenici per evidenziare dei momenti salienti, le scene di lotta ed in alcuni tratti un esaltante ed italianissimo stile di commedia musicata. Tutto ciò gli è stato reso più semplice da tutto il cast di ballerini, che credo sia il minimo dazio ricordare: Rossella Contu, Anna Foria, Pierpaolo Lisca, Giacomo Marcheschi, Fabio Monti, Sara Telch.
Le scelte registiche, gli splendidi costumi, la cura scenografica e gli effetti di luci e laser incorniciano lo spettacolo e permettono ancora più facilmente allo spettatore, di vivere una notte magica.

 

27 ottobre 2011

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