Apertura della stagione teatrale a Belluno

di Ivan Figurino Gangitano                                                               

La stagione teatrale a Belluno si è aperta lo scorso Sabato con “Volare” un intenso ed emozionante omaggio a Domenico Modugno di e con Gennaro Cannavacciuolo. In un teatro,  dopo aver vissuto delle vicissitudini dovuto alla situazione ecoomico finanziaria e politica alquanto particolare, riapre ad un pubblico sempre maggiore e sempre più appassionato. Il sipario si è alzato alle 20:45 ed ha mostrato, agli occhi incuriositi degli spettatori presenti, il teatro era gremito e quasi completo una scenografia minimalistica ed essenziale.
Un telo nero avvolge l’intero palco sul quale sono presenti solo dei panni stesi, i tre maestri musicisti Marco Bucci al pianoforte, Claudia Della Gatta al violoncello e Andrea Tardioli al sax e clarinetto ed il protagonista, Gennaro Cannavacciuolo appunto.

Il quale in un turbinio di emozioni, le più disparate, guida uno spettacolo con un unico filo conduttore semplicemente la grande passione e l’amore quasi viscerale per il teatro e per Domenico Modugno senza dimenticare Eduardo De Filippo e Pupella Maggio.
Lo spettacolo inizia con una serie di brani e di canzoni che spaziano tra il serio e l’allegro con degli intermezzi comici e divertenti e dei simpatici siparietti tra il protagonista ed il pubblico. Si spazia tra le opere di Domenico Modugno con la partecipazione straordinaria di Eduardo De Filippo, con l’interpretazione di alcune sue opere da parte di Gennaro Cannavacciuolo ed anche di Pupella Maggio che interviene quale voce protagonista di due brani dello spettacolo.

La seconda parte dello spettacolo invece e contraddistinta da un aspetto più glamour ed elegante, spariscono i panni, e subentra un frac ed un abbigliamento più elegante dei musicisti e del protagonista. Sia nella prima e nella seconda parte avvolge il pubblico in un’atmosfera quasi noir che porta ad un turbinio di emozioni e che riesce a riscaldare il pubblico ed a portarlo con semplicità ad uno stato d’animo allegro con risate e divertimento e subito dopo ad un introspezione che permette ad ognuno di riflettere su stesso e sugli altri.
Durante le quasi due ore di spettacolo sono state interpretate varie canzoni del compianto Domenico alcune più note e reinterpretate con singolare maestria ed altre meno conosciute che hanno colpito il pubblico, permettendo a quest’ultimo di riscoprire la grande canzone italiana.
Lo spettacolo è stato un successo anche grazie alla regia ed al giusto dosaggio di luci e suoni, tutto ciò ha portato a continui applausi da parte del pubblico, anche di diversi minuti, ed alla richiesta di un bis.
L’unica pecca, una temperatura interna al teatro un po’ bassa, ma che comunque poco ha influito sull’atmosfera generale della serata.

 

 

 

 

 

24 ottobre 2011


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