Sorelle d’Italia: per un attimo, tutti fratelli

di Raffaella Roversi

Uno spettacolo di autentiche pennellate di storia d’Italia, con Isa Danieli e Veronica Pivetti – in scena al Manzoni dall’11 al 30 ottobre

Isa Danieli e Veronica Pivetti danno vita ad uno spettacolo pensato e realizzato per celebrare in modo molto originale,  il 150° anniversario dell’Unità. Umiltà e intelligenza, mista a  divertimento, si ritrovano in questa pièce dove Cristina Pezzoli cura la regia. Umiltà nel dipingere questo pezzo di storia d’Italia con pennellate vere e autentiche, lontano da quelle  auliche e ufficiali. Intelligenza nel volerlo rivisitare con occhi totalmente nuovi come traspare già nel testo di Roberto Buffagni. Divertimento nel ridere e sorridere dei nostri vizi e delle nostre virtù.

 

Per un attimo sembrerebbe che l’annoso conflitto tra nord e sud, interpretato dalla dinamitarda Pivetti e la giovanile Danieli, sembri essere, come sempre,  irrisolvibile tanto che le due attrici sono quasi sul punto di mandarsi vicendevolmente a ca……..ma poi….. decidono di ca…..ntare insieme.

La canzone come deus ex machina. Perché in fondo, cosa unisce l’Italia più del rinascimento, del risorgimento, del caffè espresso? Le canzoni. Ecco allora, con la direzione musicale e  l’accompagnamento al  pianoforte di Alessandro Nidi, una carrellata di canzoni storiche. Dalle canzoni classiche più note (Nostalgia de Milan, ‘O surdato ‘nnamurato, O mia bèla Madunina, Santa Lucia luntana) al raffinato graffiante cabaret dei Gufi, da Modugno alla macchietta, da Munastero ‘e S.Chiara a  Luci  S. Siro, fino ad arrivare a una versione milanese della notissima Napul’ è di Pino Daniele e ad una  napoletana di Vincenzina di Enzo Jannacci , prende vita un sentimento comune.

Perché se non ci si sforza di trovare una base comune  cosa succederà al nostro bel paese fra pochi anni? L’avanspettacolo futuristico ci proietta nel 2061, duecentenario dell’unità, in un Italia separata per volere del nord secessionista e subito riconquistata da nuovi padroni stranieri, proprio come era stato sino al 1860. Solo che essendo cambiato l’assetto geopolitico, ci ritroveremo in un nord diventato con i petroldollari la “Padarabia” trafficata da cammelli e dove due fette di salame milano non si trovano neanche più al mercato nero, mentre al sud, i tedeschi conquistatori hanno tolto perfino il sole, troppo forte per la loro pelle delicata.

Su questa scena neanche troppo futuribile, cala il sipario mentre le note del nostro inno riempiono il teatro; e per un attimo in sala si ha l’impressione di appartenere ad un unico gruppo, ad un unico popolo, ad una unica nazione. Siamo tutti, per un istante, fratelli e sorelle d’Italia.

 

 

 

 

Info:

Il Teatro Manzoni – Via Manzoni 42 – Milano
Tel. 02 – 7636901  – Internet
www.teatromanzoni.it


17 ottobre 2011

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