Ascolta! parla Leningrado… la vittoria dell’Uomo sulla bestia.

Sul palco del Leonardo, dall’11 al 16 ottobre 2011, uno scorcio di vita durante l’assedio di Leningrado

“Ho deciso che Leningrado sia cancellata dalle cartine geografiche. Il progetto è di stringere d’assedio la città e raderla al suolo con l’artiglieria e martellanti attacchi aerei.”                                                                 Fedele esecutore dei desideri di Hitler, l’esercito tedesco assediò per 900 giorni la città. Dall’8 settembre 1941 fino al 27 gennaio 1944, Leningrado fu accerchiata quasi completamente. Solo una strada, nominata  della vita o della morte, era agibile per i rifornimenti e l’evacuazione; essa correva lungo la linea del fronte e continuava sul lago, ghiacciato in inverno. I continui colpi dell’artiglieria rompevano il ghiaccio e il lago ingoiava camion, slitte e uomini. 900 giorni: un milione di evacuati, un milione di salvati, un milione di morti tra cui 750mila di fame e di freddo. 

In scena sul palco del Leonardo, uno scorcio di vita durante quell’assedio. Accompagnati dalle musiche di Diego Fasolis, Gabriele Calindri, Oliviero Corbetta, Raffaele Farina, Sax Nicosia, Patrizia Salmoiraghi, Francesca Vettori, danno vita con le loro parole e i loro gesti lenti e quasi murati sotto le montagne di abiti ad altri due personaggi, la fame e il freddo. È  contro questi due infidi compagni di scena che gli attori  combattono, per impedire loro, dopo che entrambi si sono impadroniti dei loro corpi, prostrandoli ed umiliandoli, che diventino i signori anche del loro spirito, dei loro progetti, dei loro sogni. E quando lo stomaco o un piede gelato entra in conflitto con il pensiero, bisogna sforzarsi di ignorarlo. E la vita deve continuare, nelle case, nelle fabbriche, nelle scuole. Anche  Radio Leningrado continua a  funzionare e a trasmette le più belle pagine della letteratura e poesia russa, dopo averne bruciato i libri per riscaldarsi, accanto ai bollettini di guerra spesso non totalmente veritieri.

Sergio Ferrentino voce per eccellenza della radio italiana, regista di questa pièce  che prende forma da due radiodrammi prodotti e trasmessi dalla Radio Svizzera Italiana nel 2006, dà  corpo, materia, e “visibilità” alla voce di quella radio che riuscì a penetrare in tutta la città, anche  là dove l’uomo accerchiato non poteva andare. Ed anzi si spinse oltre, più nel profondo, fino a toccare le corde vitali dei suoi concittadini affamati, abbrutiti dalla fame e dal gelo, schiacciati da una potenza mastodontica. Per farle vibrare, per infondere loro un inesorabile resistenza e instillare così nuova vita. Semplicemente nel tentativo di far vincere l’uomo sulla bestia.

Fu attraverso questa radio,  che un’orchestra che quasi non esisteva riuscì  a eseguire e trasmettere una sinfonia per Leningrado il 9 agosto del 1942. È la Settima Sinfonia di Dimitri Shostakovich. Egli, la dedica alla città di Leningrado e al contempo  alla parte di  mondo che da sempre combatte ogni tipo di  tirannia, di oppressione, di  schiavitù nella ferma convinzione che l’arte, la cultura, l’armonia, l’equilibrio non possano  essere calpestati.

Chi, mutatis mutandis, si sente oggi “assediato” e circondato da una città nemica, dal “brigantaggio” politico e commerciale, dall’aggressività della pubblicità, dall’assenza di equilibrio, trova in questa pièce, un aiuto al  “coraggio di vivere” quotidiano.

 

Teatro Leonardo da Vinci – Via Ampère 1, angolo piazza Leonardo da Vinci, Milano –

tel.02 26.68.11.66 – [email protected]  –   www.teatroleonardo.it

 

di Raffaella Roversi


14 ottobre 2011


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