Oplà, faremo salti mortali! La parola d’ordine di Quelli di Grock perché la cultura non affondi

di Raffaella Roversi

Conferenza stampa sui generis quella organizzata da Quelli di Grock per giornalisti e non mercoledi  14 settembre al Teatro Leonardo per presentare la loro nuova stagione teatrale, titolata all’insegna di una parola corta e accentata: Oplà.

Il suono onomatopeico ci riconduce ad un uno sforzo per saltare un ostacolo, un impedimento, ma ha al contempo un che di rigore, disciplina, dinamismo e passione. E’ lo sforzo dell’artista, eternamente aggrappato ad un accento sospeso tra dura realtà e fantasia, tra pane  quotidiano e pane “celeste” soprattutto in questo momento di medioevo culturale che l’Italia sta attraversando. Su come ci si sia arrivati, non è un mistero per nessuno.  Né  vale la pena in questa sede ricordare da cosa siano stati “distratti” i nostri governanti per tanti decenni e da cosa, le risorse destinate alla res pubblica.

 

Il problema è ora come uscirne, come continuare a vivere restando fedeli alla propria libertà di pensiero ed espressione e a ciò per cui si vive; in questo caso, l’arte. E Quelli di Grock ce lo ricordano in occasione della loro musicale, teatrale e altamente professionale presentazione: “Oplà, le acrobazie sono la nostra specialità, Oplà, faremo salti mortali”.

Ed è paradossale come dentro questa cornice teatrale si, ma fortemente ancorata ad una dura realtà quotidiana, quella dell’attore che lotta contro la macchina dello show-business, che poi è simile, mutate mutandis, a quella del suo pubblico autentico, anche i politici, teatranti per eccellenza, acquistino credibilità. E cosi le parole di Buscemi, assessore alla cultura della regione Lombardia che spera in un coinvolgimento dell’imprenditoria nel settore della cultura, e quelle di Boeri, assessore alla cultura del comune di Milano che sottolinea l’attenzione specifica della nuova amministrazione per la cultura e i giovani, risuonano come vere, o quantomeno, infondono un po’ di speranza in uno scenario da “salti mortali”.

E davvero ci saranno sul palco del Leonardo numeri e salti acrobatici, come in Caos (remix) un’esplosione di energia contagiosa e torrenziale, un palpito potente proposto per la prima volta in una versione rinnovata: gli interpreti storici di Quelli di Grock consegnano a una nuova generazione di attori il loro spettacolo più magico e irresistibile, fondamento della loro evoluzione artistica. O in Puzzle, la nuovissima produzione di Kataklò , una composizione corale e poliedrica, realizzata attraverso l’accostamento di coreografie storiche e opere prime ideate e realizzate dagli stessi danzatori, con la regia di Giulia Staccioli, assistita da Jessica Gandini. O in  Circoparola, produzione Pantakin Circo Teatro con la regia di  Emanuele Pasqualini  dove il giocoliere, il funambolo e l’acrobata sul trapezio sfidano la forza di gravità.

E poi vedremo gli spettacoli dove è riconoscibile la poetica cara a Quelli di Grock, come Le allegre comari di Windsor o Amleto o Molto rumore per nulla con Andrea Ruberti, sempre capace di ipnotizzare il pubblico con mimo e clownerie. E ancora spettacoli di compagnie ospiti presenti su tutto il territorio nazionale, come Ascolta! Parla Leningrado…., eventi culturali e letterari come il ciclo di appuntamenti dedicati alla lettura, in senso spettacolare e creativo. Insomma, il Teatro Leonardo, giunto alla terza stagione sotto la direzione artistica di Susanna Baccari, Valeria Cavalli e Claudio Intropido, la direzione organizzativa di Francesco D’Agostino, la direzione tecnica di Walter Intropido, ci offrirà ancora una volta attimi cui attingere forza per continuare a fare anche noi i nostri “Oplà” nella vita quotidiana.

www.teatroleonardo.it  – [email protected]

data: 20/09/2011

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