Daft Punk: Random Access Memories un ritorno al passato con un occhio al futuro

Daft Punk: Random Access Memories un ritorno al passato con un occhio al futuro

daft punkRandom Access Memories è un richiamo alla California che sorprende tutte le attese. L’album rischia di essere un ritorno totale alle tipiche sonorità americane degli anni 70. Per stessa ammissione del duo robotico francese, questo album rappresenta un viaggio nel passato. Una chiara controtendenza quest’ultima, poiché gli stessi DaftPunk hanno sempre lavorato guardando al futuro. Molte sono infatti le sonorità recuperate dal passato.

Pezzi molto ipnotici, come Giorgio By Moroder, uno dei pionieri dell’elettronica moderna, rappresentano una collisione retro-futurista. Già, perché si guarda al passato giocandoci sopra, ma non dimenticando mai di guardare avanti, rispettando la tradizione del Modus Operandi del duo autore di pezzi memorabili come “One More Time”.

Il terzo album dei nostri robot musicali preferiti s’intitolava Human After All, che significa letteralmente “bambini umani”. Ma è con questo quarto album che viene confermato quanto i Daft Punk abbiano effettivamente bisogno di sentirsi vivi. La batteria molto presente martella buona parte delle canzoni specialmente nell’introduzione di Give life back to music. Tuttavia, l’anima elettronica è fortemente presente per la gioia degli irriducibili fans che apprezzeranno senz’altro un pezzo come The game of love.

Un viaggio spazio temporale dunque quello proposto dai Daft Punk, con fermate in periodi poco gloriosi della storia del pop mondiale ma per questo non meno affascinanti e coinvolgenti. Potremmo citare delle influenze innegabili come Earth Wind and Fire, Ottawan o ancora Jean Michel Jarre. Indubbiamente va riconosciuto il coraggio del duo di avventurarsi in territori musicali a loro poco congeniali ma gli stimoli non sono mancati e il prodotto finale è di sicuro impatto.

Una delle novità che caratterizza questo album sono gli artisti che vi hanno collaborato. Julian Casablancas degli Strokes per Instant Crush o Gonzales per Within. Panda Bear del gruppo indie newyorchese Animal Collective e Pharrel Williams forniscono la loro inconfondibile impronta in questo progetto. Ogni artista infatti, ha contribuito senza minimamente cambiare nulla dei loro rispettivi stili conferendo all’album un tocco assolutamente unico. Doin’It Right, il titolo più electro dell’album può senz’altro tener testa al single contagioso Get Lucky.

di Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)
(Blog: http://postmanuelg85.blogspot.it)
8 giugno 2013

 

 

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook