Wasted. Siate ottimisti, ci disse Kate Tempest

Wasted. Siate ottimisti, ci disse Kate Tempest
La locandina di Wasted

La recensione di Wasted al Teatro India

Wasted inizia come fosse un concerto. Tre microfoni posizionati al centro del palcoscenico, una band composta da due uomini ed una donna. Dietro c’è una batteria rimasta senza musicista.
Perché forse la vera chiave di lettura di questo spettacolo, portato in scena da Giorgina Pi, è proprio l’assenza.
L’assenza fisica di chi ormai non c’è più, questo è certo. Ma anche l’assenza di prospettive da parte di un gruppo di amici che aveva sottovalutato la velocità con cui scorre il tempo.
Il primo grande merito che va conferito a Giorgina Pi è quello di aver scommesso su Kate Tempest, autrice britannica multitasking pressoché sconosciuta ai più nel nostro Paese. Tra le tante produzioni artistiche della ragazza di Westminister, probabilmente l’album Let Them Eat Chaos restituisce in maggior misura la riluttanza verso il capitalismo e la società dei consumi che quasi sempre pervade le sue opere.
Ed in Wasted la critica al marciume del mondo contemporaneo ritorna a più riprese, soprattutto tramite i monologhi del monumentale Gabriele Portoghese.

Wasted
La rock band di Wasted

Sembra di avere di fronte una band shoegaze di metà anni ’90, che però non è riuscita a fare i conti con la realtà contingente, con le interferenze del reale. Ed è sconfortante attraversare un decennio sognando di essere My Bloody Valentine, per poi ritrovarsi a raccogliere le macerie di un sogno, fare i conti con le rinunce, adulare la vita dell’altro desiderandone persino le disgrazie.
La potenza di Wasted è in gran parte nella parola, nelle metriche taglienti di Kate Tempest, nelle analogie generazionali con l’Irvine Welsh di Trainspotting (e forse ancor di più del romanzo-sequel Porno).
L’architettura visiva concepita da Giorgina Pi  gioca benissimo con gli elementi scenici, con le luci e le ombre, con il passato ed il presente, con il reale e le sui proiezioni. E ci pare costruisca un bel ponte con uno spettacolo ormai centrale nella programmazione dell’India, Deversivo di Eleonora Danco.
Quella era una performance che si consumava nella potenza del gesto associato alla parola. Sulla scena non c’era altro che l’autrice intenta a vomitare sul pubblico flussi di coscienza scaturiti dalla rabbia quotidiana.
In Wasted quella rabbia ritorna, il verbo è ancora essenziale al processo catartico.
Probabilmente però l’allegoria del concerto, la nottata di fumo, whisky e rimpianti raccontata dai tre protagonisti, lasciano nello spettatore un ottimismo insperato. La rivalsa è ancora possibile, sembra dirci Kate Tempest.
Ed è come se Eleonora Danco avesse incontrato Danny Boyle.

Alcune informazioni su Wasted

TITOLO: Wasted
DRAMMATURGIA: Kate Tempest
REGIA: Giorgina Pi
CON: Sylvia De Fanti, Xhulio Petushi, Gabriele Portoghese
DOVE: Teatro India
QUANDO: dal 14 gennaio al 26 gennaio
ALTRE INFO E BIGLIETTI: Sito ufficiale del Teatro di Roma

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