I soliti ignoti, all’Ambra Jovinelli sognando Mario Monicelli

I soliti ignoti, all’Ambra Jovinelli sognando Mario Monicelli

La recensione di I soliti ignoti

«Shakespeare era autore, attore, regista e capocomico. Nella sua vita fu egli stesso uno spettacolo. Adesso è un testo. È da sporcaccioni negargli l’infedeltà che gli è dovuta!». Era il 1974 e Carmelo Bene così commentava il suo Amleto televisivo, andato in onda su Rai 2 quattro anni più tardi.
Chiaramente c’è da fare delle distinzioni necessarie tra quella stagione ed il panorama teatrale contemporaneo, in cui persino il cinema di Mario Monicelli può aspirare ad essere fonte d’ispirazione per il palcoscenico (invertendo clamorosamente i rapporti tra chi inventava – la letteratura, il teatro – e chi poi eventualmente copiava, ossia il cinema).
La prima amara considerazione è che nel 1978 su Rai Due passavano Carmelo Bene. Per oggi sarebbe fantascienza, ma non è questo il punto. Perché se da un lato potrebbe sembrare blasfemo forzare il paragone tra un dramma ed una commedia, tra Monicelli e Shakespeare, tra gli anni ’70 delle cantine off e la ben più omologata realtà teatrale in cui imperversa la Roma di oggi, dall’altro, tale confronto risulta incredibilmente calzante.
Tra le tendenze dell’ultimo periodo, infatti, è proprio il riuso dei copioni cinematografici uno degli aspetti più interessanti da tenere in considerazione. Ed allora, vista la notorietà dei titoli (ri)proposti, in che maniera agire? Restar fedeli alla sceneggiatura, stravolgerla, decostruirla?

I soliti ignoti
Se nel Fronte del porto andato in scena qualche settimana al Teatro Argentina, Alessandro Gassman aveva trasposto il classico di Elia Kazan tra gli operai napoletani degli anni ’40, ne I soliti ignoti di Vinicio Marchioni regna la linearità, la fedeltà col testo di partenza.
Sul palcoscenico dell’Ambra Jovinelli si avvicendano tutti i caratteri principali della commedia originale, da Peppe Er Pantera al celeberrimo Capannelle (che stavolta, nell’adattamento di Pier Paolo Piciarelli ed Antonio Grosso, veste quasi i panni del raisonneur). Le battute sono dei tormentoni irrinunciabili e, tra gli spalti, il pubblico le ripete divertito.
È una scelta coraggiosa, ma forse necessaria. Rivista in scena, di fatto, la sceneggiatura originale di Monicelli, Suso Cecchi D’Amico, Age e Scarpelli sembra nata per essere riadattata in teatro, con i suoi luoghi prestabiliti, con la coralità dei protagonisti e l’altrettanto necessaria presenza dei caratteristi.
Sullo sfondo poi c’è la borgata, condizione eterna che si perpetua per l’intera durata dello spettacolo, rappresentata da un fondale in bianco e nero che verrà distrutto soltanto alla fine della rappresentazione.

I soliti ignoti
Ed è proprio quello sfondo, quell’atmosfera pasoliniana che trasmette prigionia, il gancio più evidente con la contemporaneità. Allora, in questa edizione de I soliti ignoti, sembra di rileggere le frasi de Il contagio di Walter Siti (di cui Marchioni è alfiere, avendo recitato nell’omonima trasposizione cinematografica del romanzo), comprese le considerazioni sull’espansione territoriale della periferia, che negli anni ha contagiato e fagocitato proprio tutti. Senza possibilità alcuna di redenzione.
Allora, letta in queste coordinate, per una volta si può anche dar torto a Carmelo Bene. I soliti ignoti in versione teatrale è una splendida operazione che ancora una volta testimonia l’approccio contemporaneo di museificazione del cult cinematografico, un caso emblematico di quel post-cinema che prende il film e lo rende oggetto di culto.
Non tradire Amleto è da sporcaccioni, restar fedeli a Monicelli è da inguaribili voyeur!

Alcune informazioni su I soliti ignoti

TITOLO: I soliti ignoti
DRAMMATURGIA: Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli (tratto dalla sceneggiatura di Mario Monicelli, Suso Cecchi D’Amico, Age&Scarpelli)
REGIA: Vinicio Marchioni
CON: Augusto Fornari, Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso, Ivano Schiavi, Marilena Anniballi
DOVE: Teatro Ambra Jovinelli
QUANDO: dal 18 dicembre al 6 gennaio
ALTRE INFO E BIGLIETTI: Sito Ufficiale Teatro Ambra Jovinelli

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