A che servono gli uomini, Lina Wertmüller dirige una commedia tutta al femminile

A che servono gli uomini, Lina Wertmüller dirige una commedia tutta al femminile
Una foto di scena (Fonte: Teatro Quirino)

Teodolinda, detta per brevità Teo (Nacy Brilli) è un’affermata graphic novelist, single per scelta, gestisce e si gestisce equilibratamente una vita ricca ma solitaria, alle prese con modelli e modelle che transitano nella sua casa, per finire trasfigurati nelle sue invenzioni narrative.

Non fosse per Gianni, il vicino molesto (Igi Meggiorin), che passa il tempo a comporre musiche per mucche (e trapassa il sottile tramezzo che separa due case e due vite), e per il desiderio non sopito di avere un figlio (ma senza l’impiccio di un uomo, e ancor meno di una relazione), l’esistenza un po’ cristallizzata di Teo sarebbe perfetta.

È proprio il rumoroso vicino a darle però lo spunto per ottenere l’ambita maternità, sottraendo dall’istituto di genetica e riproduzione – dove pure lavora Gianni – una provetta di seme maschile, di donatore anonimo: il gesto diventa rapidamente – a gravidanza già in corso – l’innesco per una serie di complicazioni imprevedibili, fino al finale.

A che servono gli uomini
Una foto di scena (Fonte: Teatro Quirino)

Gli anni Ottanta son passati da ormai trent’anni, e le cose sono un po’ (molto) cambiate, al punto da rendere la domanda del titolo non più una rivendicazione, ma quasi una constatazione: se una donna può oggi “procurarsi” – più o meno realisticamente – una maternità desiderata, senza dover fare i conti (e i compromessi) con una relazione, con un rapporto di coppia, insomma con un uomo, allora effettivamente il principio primo (in senso strettamente biologico) utilitaristico della necessità dell’Uomo (inteso come genere) viene drammaticamente meno.

La commedia ovviamente sceglie un tono assolutamente leggero e sbarazzino, fortunatamente senza entrare nel merito della questione. A tenerne lontani gli spettatori contribuisce una galleria di personaggi stereotipati: la modella oca e ninfomane, il modello belloccio e disponibile agli ‘extra’, il padre in pectore Osvaldo (Daniele Antonini), un cocco di mamma grezzo e vanesio. E anche i dialoghi, scollati dalla realtà e decisamente banali, mettono questo mix un po’ precario e frettoloso di non-azione e non-dialogo al riparo da qualunque tentazione (o allusione, invito, suggestione) di riflessione e di analisi.

Se ne ricava, senza troppa comicità strada facendo, la constatazione drammatica, di quanto ridicolo se non inutile sia oggi essere uomini: sorpassati largamente da donne che hanno compiuto e compiono riflessione ed elaborazione della propria condizione, portando gagliardamente avanti – fino in fondo, e oltre – la rivendicazione delle proprie (molteplici) emancipazioni, gli uomini si rivelano incapaci di guadagnarsi un ruolo, riscoprire una propria identità di genere, una propria dignità di vita.

Ma questo è un plus, uno spunto certamente non offerto dalla commedia, che felicemente (e un po’ freneticamente) ci traghetta per due ore, in una rapidissima successione di brevi scene, dal desiderio di una maternità solitaria all’accettazione di una condivisione, per Teo un po’ forzata, del lieto evento e del nuovo nato, come happy ending liberatorio.

Migliorata un pochino dalle degne interpretazioni dei personaggi secondari (come accade, anche troppo spesso), in primis Fioretta Mari (la madre di Osvaldo, mater siciliana disincantata e scanzonata) e Igi Meggiorin, e allietata dalla signorile presenza in sala della stessa Lina Wertmuller, questa prima de “A che servono gli uomini”, oltre a lasciare senza uno straccio di risposta (sia pur sarcastica o burlesca) la domanda che le da titolo, ci è sembrata senz’altro davvero molto migliorabile.

Alcune informazioni su A che servono gli uomini

TITOLO: A che servono gli uomini
DRAMMATURGIA:Jaja Fiastri
REGIA: Lina Wertmüller
CONDaniele Antonini    Nicola D’Ortona   Giulia Gallone   Igi Meggiorin
con la partecipazione di Fioretta Mari
DOVE: Teatro Quirino
QUANDO: dal 23 dicembre al 6 gennaio
ALTRE INFO E BIGLIETTI: Sito ufficiale del Teatro Quirino

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