Infelicità e successo: Vite da Romanzo di Elena Bonelli

Infelicità e successo: Vite da Romanzo di Elena Bonelli

Roma è lo sfondo per raccontare la vita romanzesca di due interpreti mai dimenticate: Anna Magnani e Gabriella Ferri ed Elena Bonelli lo fa alla perfezione.

Coadiuvata da Stefano Reali al pianoforte e voce narrante e da Giandomenico Anellino alla chitarra Elena si cala nei personaggi magistralmente. Basta un cambio di cappello, un boa di struzzo o un basco rosso che Anna diventa Gabriella e Gabriella, Anna.

Magicamente la voce diventa roca e l’atteggiamento spavaldo di una battagliera Anna Magnani ed un minuto dopo l’aspetto esitante e l’incedere timido danno spazio a Gabriella Ferri.

Tutto è misurato proprio per questo sdoppiamento, anche il racconto e le canzoni si intervallano per dar spazio prima all’una e poi all’altra per riunirle in un finale da brividi in cui tutto il pubblico presente partecipa spontaneamente.

Il racconto parte dall’infanzia. Anna nasce nel 1908 e viene subito ripudiata dalla madre che la abbandona alla nonna Giovanna che, benché non facoltosa, la iscrive prima in un collegio di suore dal quale Anna la ribelle andrà via presto e poi al Conservatorio che abbandonerà per frequentare l’Accademia di Arte Drammatica.

Da sempre di temperamento focoso l’attrice incontra uomini che la tradiranno sempre, nel lavoro e nella vita. Il primo, ed unico, marito, Goffredo Alessandrini lo sposa a 27 anni ma verrà tradita con la collega Regina Bianchi. Sarà il primo di una lunga serie di amori e di relativi tradimenti. Massimo Serato, dal quale Anna avrà il figlio Luca, Roberto Rossellini che le preferirà Ingrid Bergman anche sul grande schermo.

Anna è battagliera, famose le sue scenate di gelosia tra cui quella in cui, per tirare un sasso a Massimo Serato che le aveva appena annunciato il suo fidanzamento con Lea Padovani, cade rovinosamente a terra. La scena verrà ripresa da Rossellini nel film Roma città aperta.

Non si arrende Anna e, nonostante la sua paura di volare, parte per gli Stati Uniti convocata da Tennessee Williams che le affida il ruolo di Serafina nel suo film La Rosa Tatuata.

Vite da Romanzo

E come in tutte le favole a lieto fine Anna Magnani vince l’Oscar come migliore attrice protagonista. Si aggiungeranno anche un Bafta ed un Golden Globe oltre i Nastri d’argento ed i David di Donatello, questo è il momento di maggior successo.

Dopo i lavori contrastati con Pasolini la Magnani viene trascurata dal cinema e, grazie all’amico Alfredo Giannetti, arriva in televisione con tre mini-film. Ma appena finito di interpretare l’ultimo film di Giannetti, il 26 settembre 1973, Anna viene ricoverata ed operata per un tumore al pancreas a cui non sopravviverà.

Gabriella nasce nel 1942 a Testaccio e tutta la sua vita sarà imperniata sull’ingombrante figura paterna, di quel Vittorio, ambulante di dolciumi tutto preso da donne e balere. Le mancherà per tutta la vita quell’amore mai corrisposto con il padre nonostante il successo ed i riconoscimenti per la sua carriera, le soddisfazioni in Italia e all’estero. Gabriella fa la commessa in un negozio del centro di Roma ma il lavoro le sta stretto. Conosce Luisa, figlia del regista De Santis, e forma con lei un duo che riscuoterà, in televisione e nei teatri , un discreto successo. “Le Romanine” cantano al Derby di Milano e Mike Bongiorno le porta in tv, alla Fiera dei Sogni. Dopo di ciò il viaggio è tutto in discesa, prima Sanremo con Stevie Wonder, poi arrivano i suoi programmi televisivi prima, il più noto, Dove sta Zazà, a cui segue Mazzabubù. Nel mezzo due matrimoni, uno con Giancarlo Riccio, figlio dell’ambasciatore italiano in Congo, luogo dove Gabriella si trasferisce ma il legame con la sua città le farà ben presto lasciare, e l’altro con Seva Borzak dal quale avrà il suo unico figlio, Seva jr.

Gabriella prosegue la sua carriera da solista, assieme ai successi in tv arrivano anche quelli come cantante di canzoni romane che sbancano il Bagaglino.

Dopo l’ennesima esperienza televisiva si trasferisce negli Stati Uniti per dedicarsi totalmente alla musica. Al suo ritorno in Italia appare sporadicamente come ospite in alcune trasmissioni televisive.

Muore cadendo dal balcone della sua casa di Corchiano il 3 aprile 2004.

Durante lo sdoppiarsi nei due personaggi, le canzoni, tutte romane (o quasi) a far da legame, come un doppio filo che, nonostante il tempo, le teneva unite. Da La società dei magnaccioni a Quanto sei bella Roma, da Dove sta Zazà a O’ Surdato ‘Nnammurato, da Reginella a Sempre,  Elena Bonelli ammalia, incanta e racconta dietro al successo la solitudine e l’infelicità di due donne che hanno segnato l’immaginario collettivo.

“L’omini vanno consumati, se no te consumano loro” Gabriella Ferri

 

ELENA BONELLI in VITE DA ROMANZO

Con Stefano Reali, pianoforte e voce narrante

e Giandomenico Anellino, chitarra

Regia di Stefano Reali

Roma – Teatro Ghione dal 24 al 27 ottobre

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