Umiltà e abnegazione: “AGO – CAPITANO SILENZIOSO” al Teatro Ghione

Umiltà e abnegazione: “AGO – CAPITANO SILENZIOSO” al Teatro Ghione

La recensione di Ago – Capitano Silenzioso

Ariele Vincenti ci racconta, attraverso i ricordi di suo padre Gianfranco, e gli occhi di un ex ultrà della Roma, la vita di Agostino Di Bartolomei. Lo fa dalla fine, dal giorno della sua tragica morte quel 30 maggio del ’94, scolpito nella memoria della gente romanista.

Gianfranco ritorna a Tormarancia, il quartiere dove Agostino è cresciuto ed ha tirato i primi calci al pallone, insieme al suo amico Sergio di Casalotti, quartiere della periferia romana dove Gianfranco si è trasferito. Insieme i due decidono di portare uno striscione per salutare il Capitano, un saluto amaro a chi aveva dato tanto, forse tutto per quei colori.

Di lì partono i ricordi. Dalle prime partite al campo dell’Omi, a quello di Tormarancia, oggi in disuso, dalla finale del torneo Junior delle scuole di Roma in cui Agostino mostra i denti e vince da solo la partita, fino alla Coppa Italia alzata, con tristezza, appena un mese dopo la sconfitta ai calci rigore contro il Liverpool, in quella serata magica e amara per i colori giallorossi.

Agostino generoso che regalava maglie e scarpini quando era già giocatore professionista, Agostino umile quando già famoso tornava al bar di Tormarancia come uno qualsiasi.

Agostino esiliato al Milan, capitano del Cesena, e condottiero della Salernitana nella sua storica promozione in serie B.

Agostino dimenticato dalla sua città quando gli viene preferito un altro come direttore sportivo, Agostino illuso quando attende fondi per la sua cittadella dello sport a Castellabate.

Agostino disperato quando la mattina del 30 maggio 1994 si spara un colpo al cuore.

Il racconto è vero, è sentito nelle ossa, sale di intensità fino al finale, terribile e senza senso,quasi a dimostrare quanta falsità, quanta ipocrisia ci sia nel mondo del calcio.

L’onda delle emozioni travolge la platea appena Gianfranco si siede e parte la canzone, splendida, di Emilio Stella “Il calcio figlio del popolo” ed appaiono sullo sfondo le immagini di repertorio del Capitano.

Agostino educato davanti ad Agnolin, Agostino trasognante nelle vittorie, Agostino condottiero con i suoi uomini al seguito, Agostino col cuore giallorosso per sempre.

Tra gli applausi a scena aperta, un commosso Ariele Vincenti, saluta il suo pubblico ringraziando chi lo ha supportato in questo monologo dedicato ad Agostino Di Bartolomei.

Dal 1 al 6 ottobre per tutti i tifosi della Roma e non solo, da non perdere.

“Esistono i tifosi di calcio, e poi esistono i tifosi della Roma” Agostino Di Bartolomei

AGO CAPITANO SILENZIOSO di e con Ariele Vincenti

Roma, Teatro Ghione 1 – 6 ottobre

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