‘Tango Glaciale Reloaded’: il ritorno di Mario Martone al Teatro India

‘Tango Glaciale Reloaded’: il ritorno di Mario Martone al Teatro India

La recensione di Tango Glaciale Reloaded

Era il 1982 quando, al Teatro Nuovo di Napoli, Mario Martone spiazzava pubblico e critica con Tango Glaciale. Quell’anno la nazionale di calcio vinceva i mondiali, alla radio impazzava Non sono una signora di Loredana Berté e tra i palcoscenici di Napoli si faceva largo un gruppo di attori ed artisti, guidati proprio da Martone, riunitosi sotto il nome di Falso Movimento. Una compagnia destinata a fare scuola, che assieme alle esperienze di Antonio Neiwiller con il suo Teatro dei Mutamenti ed il Teatro Studio di Toni Servillo (le tre esperienze poi si associarono sotto il nome di Teatri Uniti), sconvolgono senza possibilità di ritorno il panorama teatrale degli anni ’80.

Una premessa necessaria, quella della genesi di Tango Glaciale, un esperimento performativo che ritorna al Teatro India (proprio in quegli ex stabilimenti Mira Lanza convertiti in teatro proprio da Martone) a diversi anni di distanza rispetto ai primi movimenti post-industriali di Andrea Renzi e Co.
Cambiano i tempi, cambiano gli attori (stavolta Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro), resta la rete in cui sono imbrigliate le vite domestiche di tre prototipi figli del taylorismo, tre corpi-macchina prigionieri della frenesia moderna.

Tango Glaciale
I testi di Joseph Beuys e Der Blau Engel sono strillati al ritmo di una musica che ricorda i Kraftwerk dei tempi migliori, sovrastati dalla potenza delle immagini sempre pronte a dialogare con il continuo senso di geometria che traspare da ogni elemento della scena.

In Tango Glaciale si lavora sui contrasti, si osserva l’effetto caustico generato dall’incontro-scontro tra passione e ghiaccio, tra sentimento ed organizzazione serrata, tra organicità e digitalizzazione, tra consumismo ed arte.
Dentro c’è Broadway, con i suoi tip tap e gli assoli jazz in asincrono, c’è il rifiorire cartesiano di elementi naturali, ci sono regole poi prontamente disattese. Perché la griglia tridimensionale in cui Martone ingabbia lo spettacolo è pur sempre una struttura metaforica da cui dovere in qualche modo uscire, un cubo di Rubik dagli infiniti colori e dalle altrettante possibilità.

Ed anche ora come allora, in quei lontani anni ’80, se la soluzione sembra così ostica da trovare non rimane che la forza per rompere tutto in mille pezzi, facendosi trasportare dalla tentazione di vincere il gioco riscrivendo da capo le regole. L’alternativa è restare ancora prigionieri di qualche falso movimento

Tango Glaciale

Teatro di Roma presenta Tango Glaciale Reloaded

progetto, scene e regia Mario Martone
riallestimento a cura di Raffaele Di Florio e Anna Redi
elaborazioni videografiche Alessandro Papa
con Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro
interventi pittorici / design Lino Fiorito 
ambientazioni grafiche  / cartoons Daniele Bigliardo
parti cinematografiche / aiuto – regia  Angelo Curti, Pasquale Mari 
elaborazione della colonna sonora Daghi Rondanini
costumi Ernesto Esposito
testi Mario Martone, Tomas Arana, Lorenzo Mango, Saffo, Bow Wow Wow, Joseph Beuys, Der Blau Engel
foto di scena Mario Spada

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