“Priscilla”, una Regina glamour dall’Australia al Brancaccio

“Priscilla”, una Regina glamour dall’Australia al Brancaccio

Ve ne avranno certamente parlato e ne avrete sentito dire grandi cose: Priscilla è un musical ispirato e prorompente, sostenuto da una colonna sonora azzeccatissima (non originale, ma sono tutte cover di grande successo), animato da coreografie vulcaniche (per non parlare della parte “aerea” del corpo di ballo) e colorato con grande ironia da coloratissimi costumi arcobaleno, caleidoscopici e onirici. Questo è il musical, che nel 2006 è stato tratto dal precedente cinematografico: la storia nasce infatti nel lontano 1994, con il film dello stesso Stephan Elliott (coautore dello spettacolo teatrale), che narrava con uno humour tutto suo, tra sarcasmi e tenerezze, la tournée di Bernadette, Mitzi e Felicia, da Sidney ad Alice Springs (praticamente un avamposto della civiltà, esattamente in mezzo al deserto) sulle … ruote di uno scassato (ma colorato) pullman, varato appunto con il nome di “Priscilla”. Il film, interpretato da Terence Stamp, Hugo Weaver e Guy Pearce, ha vinto l’Oscar (per i costumi), ed ha raccolto un grande, sorprendente successo sia in Australia che nel mondo. Questo, il film.

Il musical, in scena al Brancaccio fino al 31 Marzo nell’adattamento italiano di Fabio Serri e Matteo Gastaldo, in verità concede poco alla narrazione, centrata sullo scambio di battute al vetriolo tra i personaggi, quasi una parentesi tra gli scatenati numeri di ballo e di canto. Ma in cambio regala due ore e quaranta di pura, colorata, gioia: una tappa alla volta, lungo la polverosa strada nel deserto da Sidney ad Alice, allietata dai cocktail serviti a bordo da Felicia e punteggiata dagli incontri e scontri con i “provinciali” nelle “ghost town” dell’outback australiano, dai guasti ‘provvidenziali’ del vecchio pullman e dai fuori programma  con sedicenti aborigeni e coorti di turisti, il trio s’avvicina a destinazione: all’arrivo (trionfale) a Sidney, Mitzi troverà suo figlio adolescente (un ragazzo di larghe vedute), Bernadette troverà l’amore, e Felicia continuerà (prevedibilmente) a punzecchiare velenosamente (e affettuosamente) entrambi.

Inutile ripetere che musica (dal vivo) e ballo in “Priscilla” la fanno da padrone: la colonna sonora raccoglie il meglio della cultura pop, quasi cult per la comunità internazionale LGBT dell’epoca. Si va da  “I’ve Never Been to Me” di Charlene, a “I Will Survive” di Gloria Gaynor, per finire con “Finally” di CeCe Peniston, e, ovviamente, “Mamma Mia” degli ABBA. Il tutto con prevedibili incursioni dei Village People. Costumi e coreografie sfruttano meravigliosamente il materiale musicale: letteralmente travolgenti, rendono curiosi e impazienti di  oltrepassare le “pause” di narrazione per scoprire il numero di ballo successivo, quali altre diavolerie buffe e colorate ci aspettano alla prossima canzone.

Come detto, “Priscilla” resterà al Brancaccio fino al 31 Marzo: il consiglio è di non perdere l’occasione per rendere omaggio alla “Regina del Deserto”, per due ore e quaranta (sic) di appassionante musical glamour.

Spettacolo originale di: Stephan Elliott e Allan Scott

Direzione musicale : Fabio Serri

Regia: Matteo Gastaldo

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