Siria, le vittime della repressione sono 60mila. Brahimi: ”livelli di orrore senza precedenti”

Siria. Quest’oggi la città di Douma, che si trova a nord-est di Damasco e che è controllata dai ribelli, è stata colpita da aerei da guerra siriani. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani il bilancio è ancora una volta drammatico: «Sette civili, tra i quali sei bambini, sono stati uccisi».

La repressione e la guerriglia fra ribelli e forze lealiste è continua in tutto il Paese. Un’altra città controllata dai ribelli, Talbisseh (nella provincia centrale di Homs), è stata colpita da aerei militari mentre nella provincia di Damasco almeno tredici ribelli sono stati uccisi nel corso di un conflitto. Quest’oggi in tutta la Siria si contano almeno 24 vittime tra i civili; ricordiamo che negli ultimi 22 mesi, ovvero da quando hanno avuto inizio le rivolte contro Assad, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, che per redigere i suoi rapporti si basa su una larga rete di medici, attivisti e avvocati, ha stimato che hanno perso la vita almeno 60mila persone.

In merito alle nuove stragi l’inviato del Consiglio di Sicurezza dell’ONU in Siria, Lakhdar Brahimi, ha dichiarato: «In Siria sono stati raggiunti livelli di orrore senza precedenti. Il paese si sta disgregando sotto gli occhi di tutti. Solo la comunità internazionale può fare qualcosa e il Consiglio di sicurezza non può continuare ad aspettare di trovare un accordo tra i paesi membri».

Intanto quattro giorni dopo il raid israeliano su un centro di ricerca militare e al confine tra Israele e Libano dove viaggiava un convoglio carico di missili, il presidente Bashar al-Assad ha accusa Israele di voler destabilizzare la Siria. Queste le sue parole: «il loro vero ruolo è quello di indebolire la Siria con la collaborazione di forze nemiche straniere».

L’unica buona notizia è quella che riguarda il rilascio di Mario Belluomo, l’ingegnere catanese rapito il 17 dicembre scorso in Siria insieme a due russi, anche loro rilasciati. Il ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, ha confermato la liberazione dichiarando: «Mario Belluomo è al sicuro e aspettiamo di rivederlo presto in Italia».

 

Enrico Ferdinandi
(Twitter @FerdinandiE)

4 febbraio 2013

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