Siria: Damasco smentisce Washington sull’uso delle armi chimiche

Siria: Damasco smentisce Washington sull’uso delle armi chimiche

Damasco armi chimicheIl regime siriano del Presidente Bachar al-Assad ha smentito venerdì le accuse degli Stati Uniti sul ricorso delle proprie truppe alle armi chimiche e ha denunciato l’intenzione americana di sostenere i ribelli. La smentita siriana ha preceduto la dichiarazione di Mosca, alleata del regime di Assad, che ha giudicato “poco convincenti” le accuse americane e criticato la decisione americana di aumentare il proprio aiuto nei confronti degli insorti.

Questi sviluppi inaspriscono ulteriormente i rapporti internazionali sul conflitto siriano, per il quale nessuna soluzione è prevista nonostante le violenze e le atrocità che ci sono state e che continueranno a verificarsi. L’ONU, ha redatto un drammatico bilancio delle vittime della guerra civile dal suo inizio datato marzo 2011, si parla di 93 000 morti. “La Casa Bianca ha fatto pubblicare un comunicato pieno di menzogne sul ricorso alle armi chimiche in Siria, basandosi su informazioni costruite”, ha dichiarato un responsabile degli Esteri siriano citato dall’agenzia ufficiale Sana.

Venerdì, il segretario di Stato John Kerry ha parlato al telefono con il suo omologo russo Serguei Lavrov delle prove americane circa l’utilizzo da parte di Damasco di armi chimiche e di una conferenza internazionale di pace per la Siria. “Il segretario di Stato ha detto chiaramente che il regime siriano deve accettare gli investigatori dell’ONU e che la Russia deve sostenere questa inchiesta dell’ONU dopo la valutazione (svolta da Washington) del ricorso alle armi chimiche dall’esercito siriano”, ha dichiarato un diplomatico del dipartimento di Stato.

Giovedì, gli Stati Uniti hanno chiaramente accusato il regime siriano di aver utilizzato armi chimiche provocando la morte di un centinaio di persone. Il Presidente americano Barack Obama ha affermato che il ricorso alle armi chimiche cambia la sua valutazione, ha prevenuto il suo consigliere aggiunto della sicurezza nazionale, Ben Rhodes, evocando un aumento degli aiuti alla direzione delle operazioni militari ribelli.

Washington per ora si è rifiutata di consegnare armi e l’ambasciatrice americana all’ONU Susan Rice ha sottolineato che un’eventuale zona d’esclusione aerea, reclamata dall’opposizione per neutralizzare la forza del regime, presenta degli inconvenienti e dei limiti e che nessuna decisione è stata ancora presa in tal senso.

Le opzioni militari restano tuttavia limitate per i capitali occidentali, che non vogliono assolutamente essere indeboliti dal conflitto siriano. Il segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon ha stimato che l’aumento delle consegne di armi in Siria non aiuterà a risolvere la situazione. “Non ci sono soluzioni militari, solo una soluzione politica può regolare questo problema in maniera duratura. La via militare conduce solo alla disintegrazione del paese”, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite.

di Manuel Giannantonio

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15 giugno 2013

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