Siria, la Russia annuncia: Assad parteciperà al convegno di Ginevra

Siria, la Russia annuncia: Assad parteciperà al convegno di Ginevra

Bashar AssadBashar Assad ha deciso che parteciperà alla conferenza internazionale sul futuro della Siria che si terrà nel mese di giugno a Ginevra. A comunicarlo il portavoce del ministero degli esteri di Mosca, Alexander Lukashevich, che ha precisato che la conferenza avrà luogo tra circa due settimane. Una data precisa ancora non c’è, ha aggiunto Lukashevich, in quanto: «non c’è chiarezza su chi parlerà per conto dell’opposizione e quali poteri avrà».

L’aver accettato alla ventura conferenza, già definita ‘Ginevra 2’ (ricordiamo che la prima avvenne lo scorso anno sempre nel mese di giugno) sembra esser però l’ennesima strategia messa in atto dal regime di Assad per prendere tempo. La guerra civile scatenata dalla rivolte contro il suo governo imperversa oramai da oltre 2 anni: intere città sono state distrutte, migliaia (si parla di almeno 80mila) di cittadini sono stati uccisi, altrettanti sono fuggiti dal paese e la nazione è proiettata sempre più verso un declino morale e ‘fisico’.

Democrazia, questa era l’anima delle proteste, che sull’onda della primavera araba aveva portato i cittadini siriani a protestare contro una dittatura, quella degli Assad, che da decenni mina e blocca la crescita culturale, economica e sociale di una nazione dalle grandi potenzialità e risorse.

Lo scorso anno durante il primo convegno di Givevra furono molti i propositi espressi dagli esponenti delle maggiori nazioni mondiali. A dodici mesi di distanza però poco è cambiato, nonostante l’uso di armi chimiche sia stato già dimostrato in più di un occasione, gli atti di violenza e brutalità siano aumentati ed abbiano fatto il giro del mondo e le minacce di rappresaglie in caso di intervento straniero sul suolo siriano siano diventate sempre più forti.

L’equilibrio è una condizione dell’essere difficile da trovare. L’equilibrio che permane in Siria da due anni a questa parte ha bisogno di trovare un nuovo baricentro prima che la distruzione in atto diventi disintegrazione.

 

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

24 maggio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook