Siria, Erdogan contro Assad: ‘ci trascina verso uno scenario catastrofico’

Siria, Erdogan contro Assad: ‘ci trascina verso uno scenario catastrofico’

Turkey Explosion«Mantenere la testa fredda», questo l’’invito che oggi il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha auspicato di mantenere a livello internazionale dopo l’ennesimo attentato firmato dal regime di Bashar al-Assad.

Autobombe: 46 morti e 155 feriti. Questa la stima delle vittime nel villaggio turco, al confine con la Siria, Reyhanli. Altri deceduti e feriti che si aggiungono alla lunga lista nera della guerra civile siriana, che finora ha causato la morte di oltre 80.000 persone in 26 mesi (dati forniti dall’Osservatorio siriano per i diritti umani).

Il premier turco Erdogan ha fatto notare che è estremamente necessario che intorno alla situazione siriana venga mantenuta la massima calma e cautela in quanto quelle messe in atto sono: «provocazioni che tentano di trascinarci in uno scenario catastrofico».

Come di prassi anche questa volta il regime siriano ha negato ogni coinvolgimento con la strage di Reyhanli: «La Siria – ha dichiarato il ministro dell’Informazione, Omran al-Zohbinon ha compiuto e non avrebbe mai compiuto un atto simile, non perché non ne abbia la capacità ma perché i suoi valori non lo permettono».

Di parere opposto il vicepremier turco, Besir Atalay, per il quale gli attentati del regime siriano sono: «una provocazione per creare risentimento verso i profughi siriani che invece sono in alcun modo coinvolti».

Nei pressi del villaggio di Reyhanli vivono 25.000 profughi siriani e alcuni di loro sono stati aggrediti dopo l’esplosione delle autobombe. La situazione fra profughi e cittadini turchi è alle stelle tanto che oggi ai funerali delle vittime il cugino di una vittima ha dichiarato rivolgendosi ai siriani: «Nessuno li vuole devono andarsene». L’ennesimo dramma nel dramma di un conflitto che, come ricordato da Erdogan, può trascinarci in uno scenario catastrofico mentre ogni giorno piccole catastrofi si consumano nel silenzio.

Enrico Ferdinandi

12 maggio 2013

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