Israele: si moltiplicano i raid contro la Siria

Israele: si moltiplicano i raid contro la Siria

Violando lo spazio aereo libanese, gli aerei israeliani hanno colpito numerose basi militari siriane. Con la copertura di agire per perseguire lo Hezbollah, sostengono di fatto gli islamisti del Fronte al-Nosra.

Israele ha lanciato domenica un raid nei pressi di Damasco, il secondo condotto in quarant’otto ore in Siria da Tel-Aviv. Questo attacco era indirizzato a un centro di ricerca scientifica situato a Jamraya, già colpito nel mese di gennaio da Israele insieme ad altri due obiettivi militari, un importante deposito di munizioni e la divisione 14, un’unità difensiva antiaerea siriana, a Saboura nei pressi dell’autostrada Beirut-Damasco a ovest della capitale, secondo un diplomatico di Beirut. Degli abitanti del nord-ovest di Damasco, hanno descritto la serie di esplosioni che hanno avuto luogo nella notte come “un terremoto”, evocando “un cielo in cui si mescolavano in maniera terrificante il giallo e il rosso”. Se l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo (OSDH), vicino ai Fratelli musulmani (e fonte esclusiva dei media occidentali), parla di numerose vittime tra le quali il personale militare, Jamraya resta in silenzio sulla morte dei civili.

Un responsabile israeliano ha affermato che questo attacco “mirava dei missili iraniani destinati allo Hezbollah”, il movimento sciita libanese alleato del regime di Bachar Al-Assad. “Ogni volta che delle informazioni arriveranno a Israele su un possibile trasferimento dei missili o di armamenti siriani, saranno attaccati”, ha dichiarato lo stesso responsabile.

Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu in missione diplomatica in Cina, ha certamente interpretato le recenti dichiarazioni americane come una sorta di autorizzazione a procedere. Sabato Barack Obama ha infatti “giustificato” il fatto che gli israeliani cercano di proteggersi contro il trasferimento di armi sofisticate a delle organizzazioni terroriste come lo Hezbollah.

Per l’agenzia siriana Sana, questo raid è la prova della “partecipazione diretta dell’entità israeliana al complotto siriano”. In una lettera indirizzata al Consiglio di sicurezza dell’ONU, il ministero degli Esteri siriano afferma che “l’aggressione conferma l’appoggio militare diretto di Israele ai gruppi terroristi e ai Takfiri (estremisti religiosi), uno dei canali di Al Qaeda. Domenica il comandante dell’esercito terreno di Israele, il generale Ahmad Reza Pourdastan ha affermato che Teheran è pronta a coinvolgere l’esercito siriano in caso di necessità, senza tuttavia partecipare attivamente alle sue operazioni.

Manuel Giannantonio
(Twitter @ManuManuelg85)

6 maggio 2013

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