Iran: il gruppo “5+1” dichiara segnali positivi di negoziazione

Le grandi potenze del gruppo 5+1 (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU – Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina più la Germania) e l’Iran quest’oggi si sono messe d’accordo su nuove discussioni, a partire dalla metà di marzo, sul controverso programma nucleare di Teheran. Si è giunti a questo accordo dopo due giorni di negoziazioni segnate da segnali “positivi” a Almaty, in Kazakistan.  

 

Dopo la prima riunione dei quasi tre ore martedì, il gruppo 5+1 e l’Iran si sono ritrovati oggi per un colloquio di oltre un ora per delle negoziazioni di livello politico che non hanno, apparentemente, portato ad una proposta concreta.

“Ci siamo messi d’accordo per ottenere una riunione di esperti a Istanbul il 18 marzo, che sarà seguita da una riunione tra i paesi del gruppo 5+1 e l’Iran il 5 e 6 aprile a Almaty”, ha dichiarato il capo dei negoziatori nel corso di una conferenza stampa.  

Durate le negoziazioni, il gruppo 5+1 ha presentato una nuova offerta all’Iran, promettendo “una riduzione di alcune sanzioni sul commercio dell’oro, di quelle che riguardano l’industria petrolchimica e di alcune sanzioni bancarie”, in cambio di un “risposta positiva” in termini di concessioni da parte di Teheran, secondo quanto riferito da una fonte interna del gruppo 5+1.

Il capo della diplomazia dell’Unione europea e incaricata dei contatti con Teheran per il gruppo 5+1, Catherine Ashton, si è detta speranzosa per una possibile risposta positiva dell’Iran.

“Spero che la parte Iraniana guarderà in maniera positive l’offerta che gli abbiamo proposto. Questa proposta mira a stabilire la fiducia e a permetterci di avanzare” verso una soluzione diplomatica alla crisi nucleare iraniana, ha dichiarato la Ashton nel corso di una conferenza stampa a Almaty.  

Nei confronti dell’Iran gli Stati Uniti hanno intrapreso e applicato diverse sanzioni come la chiusura del sito nuceare di Fordo e l’interruzione di fornitura di uranio arricchito al 20% all’estero.

Il consiglio di sicurezza dell’ONU ha adottato contro l’Iran sei risoluzioni mentre il ciclo di negoziazioni risale al mese di giugno del 2012 a Mosca, mentre Teheran aveva presentato le proprie proposte chiedendo la riconoscenza del suo diritto all’arrichimento dell’uranio. 

L’Iran insiste sul fatto che l’arricchimento al 20% dell’uranio è dato dalla volontà di voler produrre combustibile destinato al suo reattore di Teheran, che produce degli radio-isotopi utilizzato contro il cancro, mentre i paesi occidentali e Israele accusano l’Iran di cercare di dotarsi di armamento atomico sotto la copertura del controverso programma nucleare dichiarato pacifico. 

 

Manuel Giannantonio

27 febbraio 2013

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