Iran: forte pressione statunitense sul reditto petrolifero

Gli Stati Uniti rinforzano di nuovo il loro regime di sanzioni contro l’Iran. Washington ha confermato, questo giovedì 7 febbraio 2013, l’informazione che è stata diffusa da Teheran. Secondo il Tesoro americano, si tratta essenzialmente di irrigidire ulteriormente, l’accesso dell’Iran al reddito petrolifero.   

“Finché l’Iran non risponderà all’inquietudine ripetutamente espressa dalla Comunità internazionale sul programma nucleare, gli Stati Uniti rinforzeranno le loro sanzioni e intensificheranno la loro pressione economica”. Con questa dichiarazione, il Dipartimento del Tesoro giusitifica le nuove misure intraprese questo giovedì da Washington. Delle sanzioni che dovrebbero impedire alle autorità iraniane “di utilizzare il redditto petrolifero detenuto all’interno delle istituzioni finanziarie” come dichiarato dal Ministero americano.  

 

Il Tesoro accusa inoltre alcuni individui ed organizzazioni di essere direttamente responsabili della censura nel paese. L’IRIB, l’agenzia che controlla la radio e la televisione, e il suo direttore sono avvisati in quanto  accusati di aver propagato “false informazioni” e “confessioni forzate”. Sono ormai iscritti nella lista nera degli Stati Uniti e la loro eventuale attività sul suolo americano è ovviamente, per ora, congelata.  

Il 26 febraio, Teheran dovrebbe riprendre le negoziazioni con il gruppo “5+1” (Stati Uniti, Francia, Russia, Gran Bretagna, Germania e Cina) che dovrebbe fare da fulcro per la nascita di nuove proposte per l’Iran. Questo giovedì, il Dipartimento di Stato Americano si è detto speranzoso che queste nuove negioziazioni possano peremettere all’Iran di discutere del contenuto e della sostanza del suo controverso programma nucleare. 

Manuel Giannantonio

8 febbraio 2013

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