Iran: manifestazione anti-americana a Teheran

Milioni di iraniani hanno festeggiato venerdì 2 novembre il 33° anniversario della presa dell’ambasciata degli Stati Uniti nella capitale Teheran. Per questa manifestazione annuale organizzata dalle autorità di fronte a quello che loro identificano come “il nido delle spie”, i partecipanti hanno esibito dei cartelloni con la scritta “Morte a Israele”, “Morte all’America” o “Morte alla Gran Bretagna” bruciando le bandiere americane e israeliane.

“Abbiamo messo una ricompensa di 10kg di oro, i ricercatori e gli storici hanno dieci anni per provare che esiste nel mondo un paese più criminale dell’America”, ha lanciato Mohammed Reza Nadqi, comandante dei volontari Bassj, nel corso della manifestazione. Questo anniversario avviene negli ultimi giorni della campagna presidenziale americana, nella quale la questione nucleare iraniana ha occupato un ruolo di primaria importanza nelle questioni di politica estera.
Stimando nonostante le smentite di Teheran che questo programma dichiarato come civile nasconda fini di natura militare, gli Occidentali hanno creato delle sanzioni economiche per spingere l’Iran a rinunciare alla propria attività. “La nazione iraniana ha scelto la sua via e contornerà le sanzioni economiche degli Occidentali”, ha affermato Naqdi, riferendosi alle misure difese dall’Ayatollah Ali Khameni per far fronte alle sanzioni.
Dopo aver negato l’impatto delle sanzioni, i dirigenti iraniani cominciano a riconoscere l’ampiezza dei danni, denunciando una “guerra economica contro il paese”. Il 4 novembre 1979, qualche mese dopo la rivoluzione islamica che ha provocato la caduta dello Shah Mohammed Reza Pahlavi sostenuto dagli americani, degli studenti hanno invaso l’ambasciata americana a Teheran e preso in ostaggio 52 diplomatici che sono stati liberati soltanto dopo 444 giorni. La crisi ha provocato la rottura delle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e l’Iran e la vecchia ambasciata. Se le relazioni tra i due paesi sono già ai minimi storici certamente questa ricorrenza non fa che aumentare la distanza che separa le parti.

Manuel Giannantonio

2 novembre 2012

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