Russia: l’occhio di Mosca sulle elezioni americane

Vladimir Putin ha accolto “positivamente” attraverso il monitoraggio a distanza la conferma di Barack Obama come Presidente degli Stati Uniti d’America. Un dubbio però assale l’etica russa, secondo loro infatti lo svolgimento delle elezioni americane non sarebbero democratiche, e Obama sarebbe dunque stato eletto in maniera scorretta.

Questa la conclusione dell’Istituto del diritto elettorale (ROIIP). Igor Boskov, l’attuale Presidente con un passato militare e poco propenso nell’aiutare l’America rappresenta con il suo istituto un appendice della Commissione elettorale centrale della Russia.

 

Elaborato dopo l’attività di una decina di ricercatori pagati dal Kremlin, il rapporto in questione denuncia lacune, specialmente per quanto riguarda i milioni di cittadini americani che sono stati arbitrariamente cancellati dalle liste elettorali. I ricercatori affermano inoltre che i candidati non hanno ricevuto una parità di trattamento. 

Come concepire inoltre il ricevimento concesso agli Osservatori dell’organizzazione e la cooperazione in Europa (OSCE) ? Vietati di accesso nei seggi elettorali, sono stati anche minacciati di “azioni legali”, come denunciato dal rapporto. E risulta anche di peggio, Obama ha abusato della propria posizione dominante di Presidente uscente, utilizzando a “fondo le risorse amministrative”, durante l’intera campagna elettorale.

“Le autorità americane, prendono i loro desideri per realtà imponendo agli Stati sovrani sistemi elettorali assolutisti. Ma negli Stati Uniti, l’assortimento più elementare dei valori democratici non esiste nemmeno”, evidenziano i ricercatori nella stesura del rapporto. Sostanzialmente dunque il sistema elettorale Americano è “il peggior del mondo”, ha sanzionato Vladimir Tchourov, personaggio particolarmente sensibile sul tema delle elezioni americane.

Dal 2007, questo fedele subordinato di Vladimir Putin lavorava presso il comune di San Pietroburgo negli anni 1990 dirigendo la Commissione elettorale centrale. Nel corso delle elezioni del 2011 ha dovuto affrontare la collera della classe media moscovita. Quest’ultima infatti lo accusava di aver orchestrato falsificazioni a oltranza, manomesso liste elettorali e vietato accessi nei seggi elettorali. La conseguenza di tali accuse comportò una manifestazione di massa con la richiesta del licenziamento del diretto interessato.

Nonostante le frode legislative, nonostante le presidenziali di marzo 2012 segnate da “serie lacune”, secondo l’OSCE, la Russia si propone ormai come modello di democrazia e fa valere questa ideologia. La Commissione elettorale centrale ambisce inoltre ad esportare il proprio savoir-faire per tutto ciò che concerne la sorveglianza del voto, urne trasparenti e webcam incluse.

Manuel Giannantonio

9 novembre 2012

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