Stati Uniti: prime indiscrezioni sul voto

I primi seggi elettorali sono sul punto di chiudere. Ecco gli sviluppi della serata elettorale in cui il Presidente democratico uscente Barack Obama è opposto al repubblicano Mitt Romney. In questa elezione due uomini diametralmente opposti si contendono dunque la presidenza americana. David Plouffe consigliere di Obama ha dichiarato alle 23H45 : “Siamo fiduciosi del fatto che il Presidente vincerà le elezioni”, dichiarando successivamente sul canale televisivo CNN di essere sicuro che Obama si imporrà nello Stato della Pennsylvania, uno Stato sul quale ha puntato molto il suo avversario negli ultimi giorni. Questo Stato è di matrice democratica ma l’implicazione di Romney lascia pensare che potrebbe avere una chance.

 

Secondo un  primo sondaggio realizzato dall’Associated Press, circa la metà degli Americani continua a considerare George W.Bush come il Presidente responsabile per le difficoltà che il paese sta attraversando. Questo  lascia presagire che molti effettivamente non attribuiscono ad Obama la diretta responsabilità dello stato attuale degli Stati Uniti.

Un effetto di sicuro impatto nel corso di queste elezioni sicuramente è quello assunto da uno dei simboli dell’America ma soprattutto di New York City, l’Empire State Building. Il palazzone infatti è predisposto di un sistema di illuminazione per comunicare alla città, agli Stati Uniti e al mondo intero la situazione elettorale. Se Obama vince sarà illuminato interamente di blu mentre nel caso in cui a prevalere sia Romney il grattacielo sarà illuminato di rosso. Obama ha lanciato un appello all’elettorato invitando il popolo a presentarsi ai seggi muniti di un documento di identità. Cosa inusuale da noi dato che senza l’apporto della carta di identità e quindi di un valido documento di riconoscimento non è possibile votare. Negli Stati Uniti è possibile ma i voti senza documenti complicano il conteggio finale.  

Uno dei problemi di queste elezioni è che potrebbe ritardare l’uscita dei risultati e il voto provvisorio. Si tratta di elettori che non autorizzano il voto se il loro nome non figura sulle liste. Questi voti sono provvisori dato che non sono sottoposti a verifiche dei seggi elettorali. Vengono contabilizzati soltanto nel caso in cui i risultati sono in una situazione di pareggio, in questo caso si dovrà attendere fino al giorno successivo per conoscere il risultato proprio perché questo conteggio prende davvero molto tempo, specialmente nell’Ohio dove questa tipologia di voto è pari al 3% dei voti. Una simile situazione si presentò nel 2004, quando John Kerry dovette attendere il giorno dopo per confermare la vittoria di George W.Bush. Secondo i risultati dell’ultima i giochi sono ancora apertissimi. Ecco i primi risultati dell’exit poll delle principale testate giornalistiche americane:   

Manuel Giannantonio
7 novembre 2012

 

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