Scontro Trump-Biden. Che America sarà dopo le elezioni?

Scontro Trump-Biden. Che America sarà dopo le elezioni?
(Editing g2r)

L’attesa non è stata ripagata dal risultato. Questo sicuramente è il parere comune qualche giorno dopo il primo dibattito televisivo fra Donald Trump e Joe Biden, candidati alla presidenza per gli Stati Uniti. Chi ha assistito allo scontro ha potuto vedere da una parte dello schermo un presidente in carica che si è posto fin da subito in modo combattivo, deciso ma soprattutto aggressivo. È sembrato infatti che il suo unico obiettivo fosse quello di far perdere il filo del discorso all’avversario, piuttosto che provare a rivolgersi a elettori indecisi o del centro. Dall’altra parte invece c’era uno sfidante che ha avuto bisogno di qualche domanda per riuscire a sostenere le proprie tesi, cosa che in qualche modo ha poi fatto ma non in maniera così decisa come ci si aspettava e come più volte lui stesso aveva dichiarato.

È molto difficile dire chi ne sia uscito vincitore: un sondaggio condotto dalla CNN afferma che il 60% degli interpellati ritiene che il primo dibattito lo abbia portato a casa il candidato democratico Biden. Il giornalista italiano Francesco Costa, vicedirettore del Post che ha seguito sui suoi canali social il dibattito ha scritto “Trump è il candidato in svantaggio che aveva bisogno di una svolta. Non c’è stata. Biden aveva bisogno di non fare danni. Non ne ha fatti.”

La reazione nei media italiani

Tutto il mondo ha seguito da vicino l’evento americano perché le elezioni del 3 novembre segneranno sicuramente un momento cruciale anche nella storia della politica internazionale.
Per l’Italia questo dibattito ha coinciso anche con la discussa visita a Roma del segretario di Stato americano Pompeo.
Lo scontro televisivo ha lasciato perplessi in molti. Ci si aspettava che i due candidati puntassero a dare risposte esaustive sui temi che in questo periodo hanno scosso non poco il Paese ma alla fine dei giochi una delle cose che ha colpito di più l’opinione pubblica è stato il poco rispetto delle regole da parte di Trump. Il pensiero comune è che sia stato un dibattito che non ha spostato in alcun modo le sorti delle elezioni di novembre. Tra le parole più gettonate nei titoli che hanno aperto i giornali di questi giorni ci sono “caos” “confusione”; da un appuntamento di tale portata ci si sarebbe aspettati di più.
Non è stato un bell’esempio di democrazia arrivato dal paese del melting pot; è sembrato più un talk show piuttosto che un vero e proprio confronto.

La reazione nei media americani

Una delle prime voci interpellate dal New York Times il giorno successivo al dibattito fra Trump e Biden è stata quella del moderatore e giornalista Chris Wallace, che raggiunto al telefono ha dichiarato come per lui quella di martedì sia stata una terribile mancata opportunità da parte di entrambi i candidati alla presidenza. Ha inoltre aggiunto come sia rimasto sorpreso dall’atteggiamento del presidente Trump e di essersi accorto tardi che così si sarebbe comportato per l’intera durata del dibattito. Mai era successo qualcosa del genere nei dibattiti che hanno segnato la storia delle elezioni americane. Sempre il New York Times online oggi si concentra sul passaggio in cui Wallace durante il dibattito ha chiesto al presidente Trump se volesse prendere le distanze e mandare un messaggio alle milizie di destra per fermare le violenze, titolando “Republicans distance themselves after Trump fails to condemn white supremacy”. Il non aver preso le distanze, ma anzi l’aver messo in guardia il gruppo dei Proud Boys a stare fermi e pronti, ha provocato una diretta conseguenza in una fetta dei Repubblicani che per la seconda volta nel giro di poche settimane hanno preso le distanze dal presidente Trump. A gran voce poi in diversi hanno chiesto al presidente di distanziarsi dai gruppi di estremisti bianchi e condannare le loro azioni violente e razziste.

Il Washington Post invece lo ha definito il peggior dibattito presidenziale di sempre, descrivendolo come un confronto poco rispettoso nei confronti dei cittadini e un triste esempio della qualità della democrazia americana. Dan Balz nel suo articolo ha poi assimilato il comportamento di Trump visto al dibattito al suo modo di porsi su Twitter piuttosto che aver scelto di mostrare davanti alle telecamere l’atteggiamento che ci si aspetterebbe dalla persona che è alla presidenza di uno dei paesi più influenti al mondo “This was the Trump who lives on Twitter, not someone who occupies the highest office in the land”. A questo ha fatto eco anche l’Economist che in una delle sue analisi afferma che il dibattito visto in onda ha messo in imbarazzo le istituzioni americane oltre a lasciare gli elettori indifferenti unimpressed. Quelli dei media americani sono giudizi molto duri ma tutti concordi sulla poca utilità del confronto di martedì, soprattutto per il voto dei cittadini. Appare chiaro come questo primo confronto non sarà quindi tanto ricordato per ciò che i due candidati presidenti hanno detto, per come si sono fronteggiati, ma piuttosto per come si sono comportati e per i toni utilizzati.

Uno dei primi sondaggi post dibattito pubblicato è stato quello di YouGov per conto dell’Economist: questo attesterebbe Joe Biden in vantaggio di 6,6 punti sul presidente in carica Trump.
Come andrà a finire? Gli interrogativi aumentano con il correre delle settimane, soprattutto ora che si aggiunge un ulteriore colpo di scena a questa interminabile saga: la positività del tycoon e della First Lady al Covid-19. To be continued…

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