Stati Uniti: Obama torna sulla chiusura di Guantanamo Bay

Stati Uniti: Obama torna sulla chiusura di Guantanamo Bay

GuantanamoChiudere Guantanamo. Era una delle promesse della campagna di Barack Obama durante le elezioni presidenziali del 2008. Durante una conferenza stampa organizzata martedì, il Presidente americano ha di nuovo sentenziato: “Dobbiamo finirla con quel carcere, dove sono ancora detenute 166 persone, delle quali 55 sono state dichiarate “liberabili” dalle autorità”.

“Continuo a credere che dobbiamo chiudere Guantanamo. È importante per noi comprendere che Guantanamo non è necessario per la sicurezza dell’America. Ci costa caro e non è efficace”, ha dichiarato Obama. Situato in una base americana a Cuba, la prigione accoglie del 2002 i “nemici combattenti” dell’America, nella guerra scatenata da George W.Bush contro il terrorismo dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Oggi, deteriora l’immagine degli Stati Uniti.  

“Discuterò di nuovo con il Congresso cercando di convincerli che è nell’interesse del popolo Americano chiudere Guantanamo”, ha affermato denunciando la demagogia di numerosi eletti che rifiutano il trasferimento dei detenuti sul territorio americano in nome della sicurezza. “L’idea di mantenere per sempre un gruppo di persone che non sono state processate è contrario a quello che siamo, contrario ai nostri interessi e ciò deve cessare”, ha aggiunto Barack Obama.

Negli ultimi tempi è frequente costatare che il Presidente torna spesso su questo dossier. Ma la situazione lo costringe: lo sciopero della fame continua a propagarsi nella struttura penitenziaria di Guantanamo da dodici settimane. Cento detenuti rifiutano ormai di alimentarsi (più del 60% effettivo) per denunciare la loro detenzione e le atroci situazioni con le quali sono costretti a convivere, senza capi di accusa e senza processi.

L’ampiezza dello sciopero inquieta le autorità, che hanno annunciato lunedì l’arrivo di una quarantina di persone dal personale medico della US Navy, tra i quali infermieri specializzati come rinforzo. 21 prigionieri sono ormai alimentati da tubi direttamente collegati allo stomaco per via nasale. “A meno che il Presidente Obama agisca rapidamente, credo sia molto probabile che uno o diversi detenuti possano soccombere”, ha dichiarato il colonello Morris Davis, ex procuratore militare di Guantanamo. Il Tenente-Colonello Samuel House, portavoce del carcere, ha tuttavia precisato che “nessun detenuto è pronto per morire”, rifiutando le accuse secondo le quali alcuni detenuti sarebbero in punto di morte.

“Non è una sorpresa per me se abbiamo problemi a Guantanamo”, ha ammesso il Presidente americano. Non voglio che queste persone muoiano. Il Pentagono tenta di gestire la situazione al meglio ma credo che dobbiamo riflettere sulle ragioni che ci hanno condotto a fare questo “.

Manuel Giannantonio

(Twitter @ManuManuelg85)

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