Stati Uniti: la disperazione dei detenuti di Guantanamo Bay

Stati Uniti: la disperazione dei detenuti di Guantanamo Bay

Guantanamo-BayNel carcere di Guantanamo è in atto uno sciopero della fame sostenuto da 92 dei 166 detenuti. Un portavoce del campo di detenzione americano ha dichiarato che 17 dei 92 detenuti che stanno attivamente scioperando sono in pericolo di vita data la pericolosa situazione di denutrizione nella quale si trovano. L‘ultimo bilancio redatto ha dimostrato la gravità di una situazione diventata ormai difficilmente sostenibile. Lunedì il tenente Samuel House, portavoce delle autorità militari del campo, ha annunciato che una quarantina di medici e infermieri dovrebbero giungere sul posto per fornire la necessaria assistenza e monitorare le condizioni dei detenuti.

Secondo le ONG e gli avvocati dei prigionieri, queste cifre sono errate. Attirano, da molto tempo, l’attenzione sul numero crescente dei detenuti che scioperano e secondo Polly Rossdale, coordinatrice del progetto “Life After Guantanamo”, solo alcuni di loro accettano in realtà di nutrirsi. Gli altri detenuti sarebbero alimentati da tubi direttamente collegati al loro stomaco via nasale, un intervento che se non ben eseguito potrebbe causare danni serissimi. Molti prigionieri hanno infatti dichiarato che questa operazione provoca loro molto dolore.

L’inizio della protesta è riconducibile al mese di febbraio come reazione agli abusi condotti all’interno della struttura carceraria teatro di veri e propri attentati alla dignità umana calpestata quotidianamente. Le condizioni generali di detenzione sono effettivamente crudeli e si ha la forte impressione negli ultimi tempi che l’amministrazione Obama abbia dimenticato la promessa di agire per la chiusura di Guantanamo. Amnesty International ha invitato le autorità americane di finire con urgenza la detenzione illimitata a Guantanamo Bay soprattutto in reazione allo sciopero sostenuto dai detenuti.

Quattro anni dopo la promessa di Barack Obama di chiudere questa struttura, e due anni dopo che ha compiuto un passo indietro in questo senso, i politici ora sembrano accordarsi sul fatto che questa chiusura sembra essere diventata un’utopia. Tuttavia, alcuni contesti sociopolitici complicano le cose. Per esempio, Obama ha instaurato una moratoria nel 2010, sempre in vigore, sul rimpatrio dei detenuti yemeniti in ragione delle condizioni attuali di sicurezza nello Yemen. Basterebbe in questo caso trovare loro un paese per accoglierli.

Sostanzialmente, solo una cinquantina di detenuti potrebbe essere presi in considerazione in questo senso qualora Washington decidesse di rimettere in atto i trasferimenti. Nel 2010 il governo Obama ha effettivamente dichiarato che 48 uomini potevano essere detenuti per un periodo indeterminato a Cuba. La situazione per ora sembra essere in una fase di stand by in questa zona di Cuba che viene definita come “il triangolo delle Bermuda del diritto”.

Manuel Giannantonio

(Twitter @ManuManuelg85)

25 aprile 2013

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