Stati Uniti: preso il secondo attentatore di boston, il paese vuole risposte

Stati Uniti: preso il secondo attentatore di boston, il paese vuole risposte

Il Presidente Barack Obama ha voluto rendere omaggio al lavoro delle forze dell’ordine che ha permesso la cattura dell’ultimo sospetto in fuga da Boston (Massachusetts), precisando che “ci sono ancora molte domande senza risposta”

Nel corso di un intervento alla Casa Bianca, il 44° Presidente degli Stati Uniti ha riconosciuto che quella appena trascorsa “è stata una settimana difficile”, ha affermato che gli autori del duplice attentato hanno ucciso tre persone e ferito 170 persone ma hanno fallito nel loro intento perché il popolo americano non è terrorizzato. “Questa sera il nostro paese deve molte alla gente di Boston e del Massachusetts”, ha sentenziato M. Obama qualche minuto dopo che le autorità locali hanno annunciato la cattura di Djokhar Tsarnaev, un americano di origini cecene di 19 anni sospettato di essere insieme al fratello l’autore dell’attentato che ha provocato una carneficina all’arrivo della maratona di Boston.

Il fratello Djokhar Tamerlan è stato ucciso nella notte tra giovedì e venerdì durante una sparatoria con la polizia. “Questa sera grazie agli sforzi determinati delle forze dell’ordine, abbiamo chiuso un altro capitolo importante di questa tragedia”, ha assicurato Obama, sempre tenuto informato dalla sicurezza nazionale e dal capo dell’FBI.

“Evidentemente questa sera abbiamo ancora molte domande senza risposta. Tra loro, perché giovani ragazzi che sono cresciuti qui e che hanno studiato da noi, nel nostro paese, hanno deciso di ricorrere a tanta violenza ?”, si è chiesto Obama, posto di fronte alla più grave crisi terroristica della sua presidenza. “Come hanno pianificato e realizzato questi attentati ? Hanno ricevuto aiuti ? Le famiglie delle vittime meritano risposte. I feriti, che dovranno imparare di nuovo a camminare meritano delle risposte. E noi faremo tutto il necessario per garantire la sicurezza dei nostri cittadini”.

Il Presidente ha anche chiamato alla prudenza e alla tolleranza ricordando di non stabilire conclusioni affrettate. Lo stato di allerta resta negli Stati Uniti, soprattutto in considerazione di quanto accaduto in Texas poiché la possibilità che entrambe le esplosioni possano essere collegate non è ancora stata scartata.

Manuel Giannantonio

(Twitter @ManuManuelg85)

21 aprile 2013

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