Elezioni Francia: la sinistra francese da Macron a Mélenchon

Elezioni Francia: la sinistra francese da Macron a Mélenchon

Nella corsa elettorale all’Eliseo del 23 aprile il fronte della sinistra francese si presenta su posizioni diverse, basate su progettualità in parte connesse ma non completamente assimilabili, alla ricerca di una legittimità elettorale incrinata dal soffiare continentale dei venti dei movimenti di destra o di natura variamente populista.

I candidati e i programmi della corsa alle elezioni presidenziali

Storie e percorsi politici si intersecano nel vecchio continente all’alba degli appuntamenti elettorali che decideranno il futuro prossimo dell’Europa. Faglie sotterranee, energie che si muovono e attraversano i partiti della tradizione socialista europea, sfiorandosi tangentemente, accostandosi secondo dinamiche mutevoli di conflitto e avvicinamento, di lacerazione per frammentazione interna o di nuova possibilità programmatica di unità.

Vincitore delle primarie e candidato come leader del partito socialista è il cinquantenne Benoȋt Hamon, ministro dell’istruzione nel 2014 e delegato nazionale dei giovani del partito socialista. Critico dell’operato di Hollande, il frondeur bretone è stato tra i principali esponenti dell’ala riformista interna al PS sviluppando un programma a forte tinte sociali: reddito minimo garantito, revisione della riforma del lavoro, rafforzamento del ruolo dei corpi intermedi. Hamon sembrerebbe ormai escluso dalla corsa all’Eliseo dopo che i sondaggi ne hanno ridimensionato la spinta iniziale, relegandolo ad un consenso di poco superiore all’8%.

A contendere da sinistra l’elettorato ad Hamon è il candidato del Parti de gauche, Jean-Luc Mélenchon, la cui visione politica si è sviluppata in rapporto con il pensiero post-marxista di Ernesto Laclau e Chantal Mouffe, aprendo un più ampio dibattito sulle categorie concettuali della prassi socialista e dello sviluppo di un possibile populismo da cui rilanciare le sorti della gauche francese. Critico dell’Europa, Mélenchon è riuscito a risalire nettamente nei sondaggi candidandosi come possibile sorpresa nella corsa al ballottaggio per la presidenza della République.

Infine Emmanuel Macron, outsider di provenienza socialista e candidato indipendente, ex ministro dell’economia nel secondo governo Valls, è il fondatore  della forza politica En Marche!, nata con l’obiettivo di ottenere consensi bipartisan grazie ad una posizione centrista e liberal, ispirandosi alle tonalità sfumate del New Labour di Tony Blair.

Gli ultimi sondaggi sembrerebbero premiare nella pleiade socialista francese il più giovane Macron,pronto alla sfida del ballottaggio,ma come hanno insegnato Brexit e la vittoria di Trump, la volatilità del voto è il segno elettorale della moderna politica contemporanea.

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