Si aggrava la crisi tra Corea del nord e Malesia

Si aggrava la crisi tra Corea del nord e Malesia
Kim Jong Un - Foto: BBC

Pyongyang ha vietato a tutti i cittadini malesi di lasciare il paese in ragione delle tensioni tra i due Stati. La Malesia non sta a guardare e blocca il personale dell’ambasciata nord coreana

PYONGYANG – Le tensioni tra i due paesi sono altissime e dopo l’assassinio a febbraio, presso l’aeroporto di Kuala Lumpur, del fratellastro vittima di avvelenamento dal gas VX (un agente neurotossico potentissimo, considerato come arma di distruzione di massa)  del supremo leader (così si fa chiamare King Jong Un dai suoi subalterni, ndr), si inaspriscono ulteriormente. I malesi sono di fatto, ostaggi della Corea del nord, come denunciato dal primo ministro malese, dopo il divieto applicato da Pyongyang  nei confronti dei malesi sul territorio che non possono lasciare il paese. “È un atto odioso, irrispettoso di tutti le leggi internazionali e delle norme diplomatiche”, ha dichiarato il Primo ministro Najib Razak attraverso un comunicato.

La Malesia, ha annunciato martedì di aver vietato al personale dell’ambasciata nord coreana di lasciare il paese, in risposta, alla decisione del governo nord coreano. “Nessun ufficiale o impiegato dell’ambasciata (della Corea del nord, ndr) è autorizzato a lasciare il paese”, ha dichiarato il ministro degli interni, direttamente coinvolto in questa disputa diplomatica nata dopo l’assassinio avvenuto a Kuala Lumpur. Una precedente informazione dell’agenzia stampa malesiana Bermana, suggeriva che tutti i nord coreani sottoposti a questo divieto. Pyongyang aveva annunciato che tutti i malesi in Corea del nord avrebbero visto  sospesa la possibilità di lasciare temporaneamente il paese finché l’incidente sopraggiunto in Malesia non sarà regolato in maniera appropriata, come riferito dall’agenzia stampa ufficiale KCNA, che ha citato il ministero degli esteri. La Corea del Sud ha immediatamente accusato la Corea del nord di aver orchestrato questo assassinio. Dal giorno dell’omicidio, le relazioni diplomatiche tra le parti vanno deteriorandosi senza dare, almeno per ora, segni di possibili miglioramenti.

Nel frattempo, l’ultima notizia che vede protagonista “il leader” è la morte dell’architetto del nuovo aeroporto di Pyongyang. Kim, infatti, non avendo apprezzato la nuova struttura dopo una visita di controllo e confermando il brutale modo di governare lo Stato più chiuso al mondo, ha ordinato la morte dell’uomo responsabile della progettazione.

 

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