Omicidio di Kim Jong-nam: il punto sul giallo internazionale

Omicidio di Kim Jong-nam: il punto sul giallo internazionale
Il "supremo leader" della Corea del nord: Kim Jong Un - Foto: BlogCanoe

L’inchiesta sull’omicidio di Kim Jong-nam, fratellastro del “supremo leader” della Corea del nord a Kuala Lumpur il 13 febbraio, ha dato luogo al coinvolgimento di una terza persona. Senza nessuna prova tangibile, la maggior parte delle opinioni convergono sul regime di Pyong Yang

KUALA LUMPUR – Il giallo internazionale sulla morte di Kim Jong-nam resta irrisolto. “Delle informazioni diffuse dai media lasciano intendere che le due donne fossero vietnamite ma nulla suggerisce altre possibilità circa un atto perpetrato dalla Corea del nord”, scrive il sito in inglese del quotidiano sud coreano Kyunghyang Shinmun in un editoriale del 16 febbraio.

“L’opinione generale della comunità internazionale, compresa la Cina, è che il regime nord coreano si sia sbarazzato di Kim Jong-nam perché era un personaggio difficile quanto scomodo che criticava la successione al potere di Kim Jong Un”, aggiunge il giornale ricordando il numero elevato di vittime appartenenti alla famiglia da quando Kim Jong Un ha ereditato il potere dalla morte del padre. Senza attendere le conclusioni dell’inchiesta condotta dalla polizia, gli internauti cinesi attribuiscono la responsabilità alla Corea del nord, come sottolinea il quotidiano di Singapore Lianhe Zaobao. Il ministero degli esteri cinese “segue il caso” e la stampa ufficiale esorta gli internauti a non trarre conclusioni avventate.

LA CINA EVITA DI DEMONIZZARE PYONGYANG

In questo contesto, il quotidiano cinese Huanqiu Shibao afferma che queste affermazioni possono “demonizzare” lo stato nord coreano. Il giornale cita Lu Chao del centro di ricerca in scienze sociali di Liaoning, secondo il quale questi commenti incriminano PyongYang “vanno oltre l’informazione e sono di natura politica”. Secondo lui, servono “a giustificare la messa in atto da parte della Corea del Sud del sistema antimissile americano THAAD”. Lu Chao aggiunge che Kim Jong-nam non aveva influenza alcune sulle decisioni politiche in Corea del nord.

Su richiesta della autorità di Pyong Yang. Il corpo di Kim Jong-nam sarà restituito alla fine delle procedure mediche e poliziesche, secondo il giornale Chosun Ilbo. Lo stesso giornale aggiunge che il consolato nord coreano a Kuala Lumpur aveva in un primo tempo tentato di effettuare l’autopsia. Altre informazioni riferiscono di una richiesta della sua compagna, trasmessa dall’ambasciata cinese alle autorità malesi, in vista del rimpatrio del corpo a Macao, dove risiede con i loro due figli.

A MACAO DA OLTRE 10 ANNI

Kim Jonnam è stato assassinato mentre prendeva l’aereo per Macao, dove risiede dall’inizio degli anni duemila. La famiglia di Kim è stata posta sotto protezione come dettagliato dal South China Morning Post. Il quotidiano di Hong Kong ha riportato che Kim Jon-nam aveva dichiarato la sera prima di sentirsi le ore contate. Sfuggi già nel 2012 a un tentativo di assassinio. A Kuala Lumpur, due donne, sospettate di omicidio sono state arrestate dalle autorità malesi. Una di loro, Thi Huaong, 29 anni, aveva con sé un passaporto vietnamita, l’altra, Siti Aisyah, 25 anni, un passaporto indonesiano. Secondo il quotidiano The Star, hanno passato rispettivamente uno e tre mesi in Cina prima dell’assassinio.

Il quotidiano malese in Cina Chungkuo Pao, ha diffuso l’annuncio dell’arresto di una terza persona, un uomo di nazionalità malese, Muhammad Farid Bin Jalaluddin, 26 anni, compagno di Siti Aisyah. Ad oggi, il suo ruolo nella vicenda non è ancora stato stabilito. La polizia non crede che le due donne siano agenti speciali ma piuttosto, vittime di un gruppo che le ha sfruttate.

Alcuni dei velevni letali usati negli utimi anni – Infografica: AFP

La Corea del nord negli ultimi anni ci ha abituato ad episodi di terrore. Dal 2011, sono morte 340 persone, giustiziate (come uomini di alto rango dell’esercito sbranati dai cani) o semplicemente sparite. Il regime più autoritario al mondo, guidato dal “supremo leader” (così vuole farsi chiamare Kim Jong Un, ndr), è un territorio dove regnano grande rigidità sociale e una dittatura sanguinaria in cui si deve necessariamente adorare il leader. Il controllo è totale: nessun organo di stampa ufficiale, infatti, ha dato la notizia della morte di Kim Jong-nam in tutto il paese. Poche ore fa è ricorsa la festa dei 75 anni di Kim Jong Il, defunto padre dell’attuale dittatore, il paese ha dovuto festeggiare e omaggiare l’ex capo assoluto. Kim Jong Un, spietato condottiero, si sarebbe assicurato con questo omicidio, l’eliminazione del successore al trono poiché il suo fratellastro aveva diritto al suo posto.

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