Trump: “Only America First, America First”

Trump: “Only America First, America First”

Washington. Sono le 18 ora italiana di un freddo venerdì di gennaio, sotto un’insistente pioggerellina Donald John Trump diventa il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Ha posto le mani su due bibbie che teneva per lui sua moglie Melania, e poi ha iniziato il suo discorso.

Il ricco imprenditore settantenne giura davanti al popolo che l’ha eletto: “America First”. Nonostante ci siano solo tre gradi, Trump parla in giacca senza cappotto per sedici minuti. Sedici minuti che passeranno alla storia degli Stati Uniti: “Il potere oggi torna a voi, al popolo. Non vi deluderò mai, porremo fine alla carneficina americana”, assicura con la stessa retorica che ha contraddistinto la sua campagna elettorale.

Il nuovo Presidente inizia il suo discorso ringraziando Obama, dice che è stato magnifico, ma dopo appena una manciata di secondi passa all’attacco: “Oggi noi non trasferiamo il potere semplicemente da un’amministrazione all’altra o da un partito ad un altro. Trasferiamo il potere da Washington D.C. e lo ridiamo a voi, il popolo”. “L’establishment finora ha protetto solo se stesso. Le vittorie di Washington non sono state le vostre, le loro celebrazioni poco avevano a che fare con le famiglie che faticavano ad andare avanti”, dice rivolgendosi “agli uomini e alle donne dimenticati da questo Paese, che da oggi non lo saranno più: tutti vi ascolteranno adesso”.
“Da qui e da ora, l’America penserà soprattutto a se stessa: America First”, ripete più volte. Vuole che l’eco delle sue parole si senta forte e rimbombi in tutte le capitali straniere, in ogni centro di potere. “Tutte le decisioni su commercio, tasse, immigrazione, politica estera – continua Trump – saranno prese guardando agli interessi dei lavoratori americani e delle famiglie americane”. “Tutti i cambiamenti iniziano qui e adesso. Secondo due regole: compra americano, assumi americano”.
“Faremo un grande lavoro, non vi lasceremo soli. Ricordate: faremo tornare l’America di nuovo grande”, afferma il presidente Donald Trump ripetendo lo slogan usato in campagna elettorale. “Voglio ringraziarvi, è stato un bel viaggio e ora inizia il divertimento” ha aggiunto. “Tutte le decisioni le prenderemo nell’interesse degli americani, combatterò per voi, non vi lascerò”. Trump ha assicurato che sotto la sua presidenza restituirà il sogno americano agli americani.
“Il momento delle chiacchiere è finito, è l’ora di agire”, ha sottolineato.

Il clima intorno al giuramento non era dei migliori. Migliaia di americani, circa 900mila secondo il dipartimento per la Sicurezza interna, hanno invaso Washington, ma i numeri non raggiungono quelli del 2009 quando per Obama si radunarono in due milioni. Meno persone ma più tensione per l’Inauguration day di Trump: si temeva una protesa più plateale di quella per il presidente Nixon nel ’73. Erano quasi in trentamila gli agenti dispiegati fra strade, controlli, barricate e checkpoint. E per questo è stato l’Inauguration day più costoso della storia americana: 200 milioni spesi, di cui la metà solo per la sicurezza. La polizia ha riferito che sono stati effettuati 217 arresti e che negli scontri contro i manifestanti, tutti vestiti di nero e con il volto coperto per ricordare i black-bloc, sono rimasti feriti anche sei poliziotti. “Make racists afraid again” recitavano i dissenzienti.

E adesso Trump le sue mille promesse dovrà mantenerle.

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