Scacchi, il Mondiale torna sfida politica ed economica

Scacchi, il Mondiale torna sfida politica ed economica

Inizia oggi a Manhattan e sarà il primo torneo di scacchi trasmesso in pay-tv. E la sfida Carlsen-Karjakin assume anche i caratteri politici di un braccio di ferro tra Russia ed Europa

New York City non sarà soltanto lo scenario delle proteste anti-Trump, ma anche l’epicentro globale del movimento degli scacchi.

A partire da oggi pomeriggio il Fulton Market Building, uno dei punti di riferimento del commercio ittico di Manhattan, sarà il teatro del torneo più importante: il Mondiale di scacchi.

Giunto alla 25esima edizione, la rassegna avrà come appuntamento più atteso la sfida tra il campione del mondo in carica, il norvegese Magnus Carlsen, e lo sfidante, il russo Sergei Karjakin.

Ma pensare che si tratti solo di una “semplice” partita di scacchi può essere un errore. Dietro ci sono interessi economici e, come nelle sfide storiche tra Unione Sovietica e Stati Uniti, la politica.

Scacco matto alla “noia” a suon di milioni

Il torneo prevede 12 incontri fino al 30 novembre, giorno in cui sarà eletto il nuovo campione del mondo. Il vincitore si aggiudicherà il 60 percento del premio, che ammonta a un milione di dollari.

I premi sono sovvenzionati da due aziende: la società americana di mercati Eg Capital e l’azienda russa di fertilizzanti chimici Phosagro.

L’organizzazione del torneo è gestita dalla Agon, che dal 2012 ha ottenuto dalla Federazione Internazionale degli Scacchi (Fide) la licenza di organizzare il torneo iridato per 11 anni.

Finora la società – fondata in origine dall’americano Andrew Paulson – ha avuto ricavi annuali per 9 milioni di euro, ma i profitti sono pressoché assenti: solo per organizzare l’intero Mondiale i costi superano i 5 milioni di euro.

Per risolvere il problema, l’attuale amministratore delegato di Agon, Ilya Merenzon, sta cercando di concludere il processo di visibilità avviato da Paulson. In un’intervista al Financial Times, Merenzon ha detto che gli scacchi, pur essendo giocati in tutto il mondo, non vengono seguiti in tv.

Alfieri e torri in pay-tv

L’obiettivo della società è rendere gli scacchi uno sport guardabile, dal vivo come in streaming, a pagamento. Attualmente, parte delle risorse provengono dagli stessi biglietti per il torneo newyorkese. I prezzi oscillano dai 75 dollari per i posti standard, fino ai 3mila riservati a ospiti di grandi aziende.

Ma la novità è che – per la prima volta – le partite saranno visibili in streaming spendendo dai 15 ai 99 dollari, prezzo quest’ultimo che assicura l’intero pacchetto del campionato.

La speranza di Agon è di riuscire ad andare sopra l’asticella della parità di bilancio grazie agli introiti derivanti dalle partite guardate in streaming. Per riuscirci, la società ha progettato la trasmissione delle partite vincolando la visione al proprio sito.

I dati della società parlando di 500mila potenziali clienti. Tuttavia solo un migliaio hanno sottoscritto un abbonamento. Le stime aziendali provengono dal numero medio di utenti che nelle scorse edizioni seguiva gli aggiornamenti online.

Per differenziare la propria offerta rispetto ai siti gratuiti, Agon offrirà agli appassionati anche speciali grafici per seguire gli aggiornamenti e le mosse in tempo reale. Oltre a una visione in 3D grazie alle telecamere disposte ai lati della scacchiera.

Carlsen-Kariaki, due scacchisti diversi

Stando alle analisi degli specialisti, questa edizione potrebbe essere interessante per diversi aspetti.  In termini scacchistici, la sfida tra Carlsen e Karjakin antepone due fenomeni contemporanei.

Il norvegese è diventato maestro a soli 13 anni ed è stato scavalcato proprio dal russo, che ha ottenuto il titolo a 12 diventando il più giovane maestro della storia.

I due sono completamente diversi. Il background personale parla per loro. Carlsen è una star in Norvegia. Dopo aver vinto il titolo a soli 19 ha dato un significativo slancio al movimento scacchistico del Paese, tanto che la rete nazionale ha speso due milioni di euro per aggiudicarsi i diritti televisivi dei mondiali per i prossimi 11 anni.

Il norvegese ha anche un contratto da modello ed è testimonial della G-Star Raw: riesce a guadagnare 1,8 milioni di euro tra premi raccolti e introiti pubblicitari. Carlsen non ha avuto storie sentimentali “serie”, dice di volerla trovare dopo il mondiale.

Entrambi del 1990, nel corso delle loro carriere hanno vinto molti tornei di diverse specialità. Carlsen è considerato un giocatore dominante della scena scacchistica, anche se Karjakin ha iniziato a macinare vittorie dal 2001.

Poi è arrivato il dominio del norvegese, con Il primo scontro tra i due risalente al 2006, e finito con un pareggio. Si incontreranno altre 20 volte, con Carlsen vittorioso in quattro occasioni e Karjakin in una. Il resto patte.

Lo scontro politico 

A differenza sua, Karjakin ha alle spalle un divorzio e un matrimonio in attivo. Ucraino naturalizzato russo, originario della Crimea e apertamente schierato col fronte per l’annessione alla Russia, Karjakin è supportato dai migliori scacchisti del Paese, come Mamedyarov e Nepomniachtchi.

La scelta della Federazione russa è quella di dare tutto per Karjakin perché può rappresentare una vittoria della Russia nei confronti della Norvegia europea.

Alla vigilia del match, il presidente della Federazione mondiale degli scacchi Kirsan Iliumzhinov ha dichiarato di voler riportare in auge “il gioco dei re”. Ed ecco che la mente degli appassionati corre subito alle sfide leggendaria tra Unione Sovietica e Stati Uniti, a Fischer versus Spassky, a quando gli scacchi, il gioco d’intelligenza per antonomasia, diventava terreno di sfida politica.

«Vogliamo resuscitare la febbre degli scacchi di quell’epoca – ha dichiarato Iliumzhinov – Allora la sfida era tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Oggi sono gli Usa, l’Unione Europea e le loro sanzioni contro la Russia delineare lo scenario politico».

Gli stessi scacchisti hanno alimentato aspettative con toni di sfida. «Kariakin dovrà dimostrare di essere migliore di me – ha dichiarato Carlsen – Giocherò contrattaccando». In definitiva, il norvegese è il favorito anche a detta dello stesso russo: «Carlsen non ha punti deboli».

 

 

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