Trump presidente, analisi di un risultato sorprendente

Trump presidente, analisi di un risultato sorprendente
Il 45° presidente Americano Donald Trump - Fonte: Youtube

Brexit americano, trionfo della working class contro le lobby del potere (paradosso visto che intravedono speranza in un miliardario poco incline alle politiche del popolo), espressione del malcontento popolare ma soprattutto, inaspettato. La vittoria del fenomeno Donald Trump ha spiazzato tutti. I grandi media americani in primis, proprio quelli come il New York Times e il Washington Post che hanno condotto inchieste nei suoi confronti evocando scandali dal suo passato, hanno evidentemente qualcosa da rivedere.

Il grande sconfitto indiretto dell’Election Day è Barack Obama che si era esposto attivamente nella campagna pro Clinton per contribuire al proseguimento democratico, la sconfitta diretta invece è Hillary Clinton, proprio lei che i sondaggi davano vincente e che si sentiva probabilmente già 45 ° presidente degli Stati Uniti. Il partito democratico deve leccarsi le ferite e ricostruirsi un’identità. Il risultato però lascia poco spazio all’immaginazione: Trump 290 grandi elettori, Hillary 228.  Per molti un autentico shock.

L’uomo partito con i sfavori del pronostico sin dalla primarie repubblicane e dall’annuncio della sua candidatura, ha ribaltato ogni verdetto.

COME HANNO VOTATO GLI AMERICANI?

Infografica: Stampa print (stampaprint.net/it)
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QUAL È STATO IL TASSO DI PARTECIPAZIONE ELETTORALE?

Il tasso di partecipazione è stato del 54,2%. Si tratta del più debole dal 2000. Se si osserva la mappa partecipativa, ci si accorge di un rovesciamento storico, Trump ha saputo imporsi in Stati tradizionalmente democratici come la Florida (64%), inoltre ha vinto anche in Pennsylvania (61,4%), Carolina del Nord (63,5%) e in Wisoncin (68,1%).

ANALISI VOTO LATINO DA PARTE DI FiveThirtyEight
ANALISI VOTI CNN
Infografica: The Sun
Infografica: The Sun

QUALI RISULTATI PER SENATO E CAMERA DEI RAPPRESENTANTI?

I repubblicani mantengono saldamente il controllo della maggioranza al Senato ma anche alla Camera. È dunque un risultato estremamente favorevole, tanto da supporre un roseo futuro per il Grand Old Party nel 2018.

QUANDO ENTRERA’ IN CARICA TRUMP?

Donald Trump sarà ufficialmente proclamato presidente il 20 gennaio 2017 a mezzo giorno per quello che gli Americani chiamano l’”Inauguration Day”. Di fronte al Capitol nella capitale federale Washington, presterà giuramento mano alla bibbia pronunciando le parole previste dalla Costituzione americana:

« I do solemnly swear (or affirm) that I will faithfully execute the office of President of the United States, and will do the best of my ability, to preserve, protect, and defend the Constitution of the United States. »

[«Giuro solennemente di compiere fedelmente le funzioni di presidente degli Stati Uniti e, con tutti I miei mezzi, di salvaguardare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti.»]

Prima della cerimonia i grandi elettori, il 19 dicembre 2016, voteranno direttamente per il presidente. Lo spoglio dei voti avverrà 15 giorni dopo.

IL VOTO DEI GRANDI ELETTORI IL 19 DICEMBRE POTRA’ CAMBIARE QUALCOSA?

In ventiquattro dei cinquanta Stati, dei testi costringono i grandi elettori a seguire il voto popolare e votare per il candidato per il quale sono stati eletti. La misura è stata approvata dalla Corte suprema nel 1952. I casi di tradimento sono molto rari. Nel 2000 per protestare contro la debole rappresentazione del distretto di Colombia nel collegio elettorale, Barbara Lett-Simmons scelse di non votare, piuttosto che votare Al Gore. Il suo risultato non ha modificato le elezioni e George W.Bush fu eletto con 271 voti. Nel 2004, un grande elettore del Minnesota, votò per errore John Edwards (voleva votare John Kerry) il candidato scelto da Kerry per la vice presidenza.

Il messaggio del nuovo presidente agli elettori:
Il messaggio del nuovo presidente agli elettori: “Dicevano che era impossibile, ma voi ci avete creduto. presto saprete cosa vuol dire lottare e vincere come un vero americano”. – Fonte: Elezioni USA2016

Donald Trump ha effettivamente raccolto meno voti di Hillary (59,6 milioni contro 59,4 di Trump) ma trattandosi di un suffragio universale indiretto, a contare sono i voti dei grandi elettori. Non è il primo caso: nel 2000 George W.Bush raccolse 500 000 voti in meno del suo avversario ma uno scenario simile si verificò anche nel 1824, 1876 e 1888.

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