Usa 2016: Donald Trump ha vinto le elezioni

Usa 2016: Donald Trump ha vinto le elezioni

Donald Trump vince le elezioni a sorpresa contro Hillary Clinton. A gennaio l’insediamento alla Casa Bianca. E dichiara: «Sarò il presidente di tutti».

Sono le 9 di mattina, ora italiana, e la notizia è ufficiale: Donald Trump ha vinto le elezioni americane. Dal gennaio prossimo sarà il 45esimo presidente degli Stati Uniti. La notizia è sorprendente e già nella notte il miliardario newyorkese aveva ipotecato la vittoria grazie alla conquista di stati in bilico come la Florida.

La vittoria del candidato repubblicano stravolge le analisi dei politologi ed è destinata a cambiare gli equilibri su diversi livelli e scale.Attualmente non è ancora chiaro il vantaggio esatto che ha permesso a Trump di superare Clinton, ma le analisi parlano del superamento della soglia di 270 elettori necessaria per legge a governare.

Intanto, un comunicato ufficiale conferma che il 10 novembre sarà previsto un incontro alla Casa Bianca tra il neo-eletto presidente e Barack Obama.

La lunga notte

Il “voto-shock”, come è stato definito da molte testate, ha sovvertito i pronostici della viglia che vedevano Hillary Clinton come favorita. Sul piano meramente elettorale, la conquista di seggi tradizionalmente repubblicani ha assicurato a Trump una base solida per poter puntare ai voti degli Stati più incerti.

Dai primi spogli, il successo in New Hampshire ha aperto a una possible vittoria del candidato repubblicano, al quale vanno aggiunte le conquiste di stati come Indiana, Kentucky e Dakota.

Donald Trump
Fonte: 270towin.com

In questo senso la Florida ha rappresentato l’ago della bilancia, ruolo di solito appartenuto all’Ohio, che anche in questo tornata elettorale si è proclamato repubblicano. Nel testa a testa con Clinton, Trump si è dimostrato capace di portare a sé i voti dell’elettorato di area democratica.

La dimostrazione di tale conversione sta nell’affermazione di Trump in Stati tradizionalmente democratici come la Pennsylvania. Il risultato vede 276 grandi elettori conquistati da Trump, mentre Clinton è rimasta ferma a quota 218.

Il partito repubblicano ha mantenuto anche la maggioranza alla Camera e in potenza legislativa questo permetterà a Trump di poter adempire al programma elettorale senza ostacoli.

Ma al di là dell’ala parlamentare, per avere ampio potere decisionale e compiere i muri al confino col Messico, la distensione con Putin e la proposta di dazi ai mercati cinesi, Trump dovrà scavalcare le istituzioni interne e internazionali.

Il victory speech di Trump

«Sarò il presidente di tutti». Con queste parole Donald Trump si è presentato a ridosso della vittoria a 45esimo presidente degli Usa, durante il victory speech. In compagnia della moglie Melania e dell’ultimo figlio, Trump ha esordito ringraziato la sua famiglia e il suo staff, rassicurando tutti sul suo operato futuro.

Il repubblicano ha speso parole anche per Hillary Clinton. I due si sono complimentati a vicenda per aver duellato in una campagna «tosta». Parole di stima sono state rivolte a Rudy Giuliani e Chris Christie, due importanti politici repubblicani che si sono schierati con lui dall’inizio.

Alle poche ore dalla sconfitta, il tycoon dei democratici ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Hillary Clinton parlerà da New York alle 15:30 ora italiana. Il ruolo di Clinton nelle elezioni è risultato debole, anche per la faccenda dell’emailgate, che secondo molti analisti ha giocato a favore di Trump. E tra le fila dei democratici ci si chiede come sarebbe andata la tornata elettorale con Sanders candidato.

Le reazioni dei mercati

Dopo i titoli e le opinioni dei giornali e le analisi più o meno autorevoli, i primi a essere destabilizzati sono stati i mercati. Ma non nei termini di cui ci si preoccupava alla vigilia. In chiusura l’indice Nikkey della Borsa di Tokyo era in calo del 5,36%. Crollo messicano, che perde circa 13 punti percentuali.

Bassi anche i listini europei, con Milano indietro del 2% e il Cac di Parigi che cede lo 0,8%. Dopo il discorso diplomatico di Trump, la flessione dei mercati si riequilibra con Londra e Francoforte che vanno in rialzo dello 0,15 e 0,8%.

Ma è Mosca con il rialzo all’1,4% ad avere l’andamento migliore, grazie all’ipotesi di una distensione tra Washington e il Cremlino.

Le reazioni politiche 

Oltre alle Borse ciò che stupisce sono stati anche i commenti provenienti dagli esponenti politici esteri. Alla diplomazia dei leader in carica o appartenenti ad aree moderate, si contrappongono le esultanze degli esponenti dei partiti cosiddetti “anti-sistema”.

In Italia come nel resto d’europa la strumentalizzazione fa da padrona. La leader del Front National Marine Le Pen, per esempio, in lizza per la corsa all’Eliseo alle prossime presidenziali francesi, si è complimentata con Trump via Twitter, sostenendo che la vittoria dei repubblicani è rappresenta la volontà «degli americani liberi».

Le Pen aveva usato termini simili in occasione della Brexit. Proprio al di là della manica il leader dell’Ukip Nigel Farage ha detto di voler collaborare attivamente al mandato di Trump, sottolineando che è pronto a fare qualsiasi cosa.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si è detto pronto a collaborare con gli Stati Uniti, mentre il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha detto che saranno «i nostri valori e la cooperazione» gli elementi del dialogo con Washington.

Nell’area d’opposizione di destra, Matteo Salvini pubblica sui profili social una foto che lo ritrae vicino a Trump durante la visita negli States dell’aprile scorso. Accanto alla sua fotografia con il futuro presidente repubblicano, una foto in bianco e nero di Renzi con Obama e l’hashtag “ora tocca a noi”.

Per i pentastellati, Grillo sostiene che la vittoria di Trump è «vaffa gigantesco» e confermando il suo ruolo di cacciatore di pance come neanche Trump forse sapeva di poter fare.

 

 

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