Stati Uniti: Obama sceglie una donna alla guida dei Servizi Segreti

Il Presidente Barack Obama ha nominato Julia Pierson come successore di Mark Sullivan che ha appena annunciato il suo ritiro per il pensionamento. E un evento di portata storica. Questa nomina è altamente simbolica ed evidenzia la volontà del Presidente Obama di rompere i rapporti con la cultura prevalentemente maschile di questa agenzia.

L’anno scorso questa famosa agenzia, incaricata della protezione del Presidente, ha visto la propria immagine deteriorarsi in seguito ad uno scandalo di prostituzione che ha provocato la separazione di nove agenti dall’agenzia. Mettere una donna al comando rappresenta certamente una scelta figlia di un cambiamento radicale che cambierà senz’altro la metodologia dei Servizi Segreti. La Pierson ha il delicato compito di rinvigorire l’appannata immagine degli ultimi tempi.

 

La decisione di Barak Obama rischia tuttavia di creare qualche problema. Secondo l’autorevole Washington Post, gli uomini dell’agenzia la considerano come una candidata fragile. Ha passato la maggior parte del suo tempo dietro a una scrivania secondo molti. Molti di loro sostengono che la Pierson non ha il peso e l’esperienza di David O’Connor, l’altro favorito per il posto. Quest’ultimo ha assicurato la protezione di diverse personalità importanti come: la figlia del Presidente Clinton, Al Gore durante le elezioni presidenziali del 2000 e anche papa Benedetto XVI nel corso di una visita ufficiale negli Stati Uniti.

Julia Pierson, 54 anni, lavora già da trent’anni per questa polizia d’élite. Segretaria generale dal 2008, è la donna con l’incarico più alto. Le donne dell’agenzia sono circa il 10% tra i 3500 agenti speciali dei Servizi Segreti, è la percentuale più debole di tutte le agenzie di sicurezza governative. Barack Obama continua ad assegnare ruoli di primaria importanza nella sua amministrazione dopo numerose critiche sullo scarso numero di donne nominate nelle cariche di alta responsabilità.

Manuel Giannantonio

28 marzo 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook