Marocco, ondata di indignazione in tutto il paese per la morte di un commerciante

Marocco, ondata di indignazione in tutto il paese per la morte di un commerciante
Una delle tante manifestazioni avvenute in queste ore in Marocco - Foto: 20Minutes.fr

Manifestano nelle strade ma anche attraverso i social network: dopo la morte brutale di un venditore di pesce ad Al-Hoseyma il 28 ottobre, la collera è grande tra gli “indignati”, chiamati così dalla stampa nazionale

Al-Hoseyma – Per la folla, non ci sono dubbi: sono le autorità i responsabili della morte di Mouhcine Fikri, venditore di pesce ad Al-Hoseyma, un porto mediterraneo situato nella regione di Rif. Il 28 ottobre, l’uomo è stato schiacciato da un autocarro con cassone ribaltabile mentre contestava il sequestro della sua mercanzia.

“In una quarantina di città e di località attraverso il paese, le manifestazioni si succedono dopo il 28 ottobre, ma anche e soprattutto sui social network dove un’ondata di contestazioni ha accesso la collera nei confronti delle autorità ritenute responsabile del suo decesso. Due hastag in arabo: #طحن_مو (schiaccialo) e #كلنا_محسن_فكري (siamo tutti Fikri), sono tra i top tendenze di Twitter come riporta il Desk.

OMICIDIO DI STATO

“Un numero impressionante di persone hanno seguito il corteo funebre del defunto mentre continuano a diffondersi sui social gli appelli a manifestare, tanto da tracciare un parallelo con il caso di Bouaazizi in Tunisia (giovane datosi alle fiamme) che ha scatenato le rivoluzioni arabe diventandone simbolo universale. Per molti si tratta di un vero e proprio omicidio di Stato.

La direzione generale della sicurezza nazionale (DGSN) ha affermato, in un comunicato ufficiale, che le informazioni relegate dai social network, secondo le quali dei funzionari della polizia erano implicati nella morte del commerciante di pesce, erano false. Gli ardori dell’opinione pubblica però non si sono affatto calmati e il sentimento popolare è ardente soprattutto contro le promesse delle autorità di aprire un’inchiesta della quale, ancora non si sa nulla. Le circostanze del decesso restano imprecise. Il commerciante era in possesso di 500kg di pesce spada, specie vietata in questo momento, motivo che gli è valso il sequestro delle autorità, secondo diverse fonti mediatiche.

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