USA, torna l’incubo email per Hillary

USA, torna l’incubo email per Hillary
Foto: WSJ Graphics - Wall Street Journal

La corsa alla Casa Bianca si concluderà tra dieci giorni ma l’FBI s’interessa nuovamente alle email della candidata democratica. Trump cercherà di trarne beneficio

WASHINGTON D.C – “È il genere di rimbalzo che raramente abbiamo visto, vedi mai, a questo punto di un’elezione presidenziale”, previene l’autorevole quotidiano della grande della mela il The New York Times. A pochi giorni dallo scrutinio proprio quando 11 milioni di Americani hanno già votato anticipatamente, l’FBI scuote la Casa Bianca già turbata da recenti scandali. “Tutto andava bene per Hillary. L’orizzonte era spianato, era in testa in tutti i sondaggi e aveva riguadagnato fiducia”, racconta il giornale americano. In venti minuti però, il mese di ottobre ha consegnato la sua sorpresa.

La 69enne candidata democratica, Hillary Clinton
La 69enne candidata democratica, Hillary Clinton

In una lettera spedita al Congresso, successivamente pubblicata dalla stampa, il direttore dell’FBI (Federal Bureau Investigation), James Coney, ha annunciato la riapertura dell’inchiesta sul caso delle email. Quando era segretaria di Stato durante il primo mandato dell’amministrazione Obama (2009-2013), la candidata democratica utilizzò una messaggeria privata e non un server sotto sicurezza per la sua corrispondenza, esponendo di fatto, il materiale (messaggi confidenziali e sensibili concernenti la politica estera) al pirataggio informatico e quindi indebolire la sicurezza degli Stati Uniti.

L’inchiesta è stata classificata lo scorso luglio ma la recente scoperta di un migliaio di messaggi, dei quali alcuni, altamente classificati e “potenzialmente pertinenti” secondo l’FBI, ha riaperto il caso che ha decisamente avvelenato la campagna elettorale democratica.

Secondo la stampa americana, questi messaggi provengono da un computer appartenuto ad Anthony Weiner, il marito di una consigliera vicina alla Clinton. L’FBI si sarebbe interessato alla corrispondenza dopo l’invio di un messaggio equivoco a una minorenne.

Per il quotidiano della capitale “The Washington Post”, questo caso potrebbe “cambiare la corsa alla Casa Bianca che la candidata democratica ha fino ad oggi sostenuto in testa nella maggior parte dei sondaggi. “È il più grande scandalo dopo il Watergate. Questo cambia tutto”, scrive il quotidiano.

Bisogna dire che questo annuncio a dieci giorni dalle elezioni capitano nel momento migliore per l’avversario repubblicano, che si batte da diverse settimane contro uno scandalo di aggressioni sessuali che lo verrebbe protagonista. Durante la sua campagna, Donald Trump, non ha mai cessato di provocare la Clinton evocando questo caso e imbarazzando i democratici. Durante il secondo dibattito televisivo (quello dello scorso 9 ottobre),  ha addirittura minacciato che in caso di presidenza arresterebbe la Clinton. “Non dobbiamo lasciare entrare le sue pratiche criminali nello studio ovale”, ha ripetuto più volte.

Per il The Boston Globe (quinto giornale americano più letto online), “il lato selvaggio della campagna presidenziale stava diventando lacerante”, è difficile “dire quale conseguenza avrà sulla corsa alla Casa Bianca ma certamente fornisce nuove munizioni a Donald Trump”.

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