USA: L’ultimo scontro Trump-Clinton in 4 punti

USA: L’ultimo scontro Trump-Clinton in 4 punti
Una raggiante Hillary Clinton durante il dibattito contro Donald Trump - (Foto/John Locher - Chicago Sun-Times)

Ieri notte è andato in onda l’ultimo dei tre scontri televisi tra i candidati in corsa alla Casa Bianca con circa 75 milioni di telespettatori. Un appuntamento che presumibilmente ha solo confermato quanto visto fino ad oggi

LAS VEGAS – L’ultimo dei tre scontri televisivi da novanta minuti tra il candidato democratico e quello repubblicano per la Casa Bianca si è svolto nella città dei casinò. Città nota per i suoi luoghi di perdizione per antonomasia. Probabilmente non c’era nessun’altra città in tutti gli States che si sposasse così bene con questo dibattito. L’ultimo appuntamento tra i due, infatti, si era caratterizzato per una serie di colpi bassi che hanno contribuito, probabilmente, a renderlo il peggiore del suo genere nella storia del paese. Difficile pensare che questo appuntamento possa aver generato cambiamenti di idee negli elettori. I sondaggi, continuano a conferire un certo vantaggio a Hillary come nei precedenti appuntamenti.  Ecco riassunti quattro momenti chiave dell’ultimo tête-à-tête:

  • LA MARIONETTA DI PUTIN

Dopo una mezz’ora di dibattito intensa, Hillary Clinton sposta la conversazione sulla Russia, nel cuore delle accuse del governo americano per spionaggio informatico atto a destabilizzare le elezioni presidenziali. Il tycoon repubblicano difende strettamente la sua volontà di ristabilire le relazioni con il presidente Putin: “Non la rispetta, non rispetta il nostro presidente”, ha lamentato Trump. Prontamente l’ex segretario di Stato ha risposto: “Perché preferisce avere una marionetta come presidente degli Stati Uniti”. “È lei la marionetta”, ha risposto Trump. Quest’ultimo rifiuta di attribuire a Mosca la responsabilità degli attacchi informatici al contrario di quanto fatto dal governo Obama, che per la prima volta in otto anni di amministrazione, ha apertamente puntato il dito contro la Russia. “Non ho mai incontrato Putin. Non è il mio migliore amico, ma se gli Stati Uniti si intendono con la Russia, questo non sarebbe male”.

  • TRUMP E LE DONNE

Il rapporto tra Trump e il sesso femminile non è proprio dei migliori. Cosa ormai nota anche ai meno interessati. Il video postato dal Washington Post datato 1995 (video in cui in un camper manifesta propositi sessisti – da lui definiti come ‘chiacchiere da spogliatoio’), in effetti, non ha turbato poi tanto l’elettorato ma ha paradossalmente generato un effetto devastante nelle fila del suo partito, in cui in molti hanno preso le distanze, a cominciare da John McCain. Inevitabile dunque aspettarsi uno scontro su questo spigoloso argomento. “Vogliono essere famose”, ha sentenziato Trump mentre Hillary ha risposto: “Donald pensa che degradando le donne, possa affermarsi, ingigantirsi”. Al termine del dibattito, Trump apostrofa la sua rivale come “donna cattiva” ma la Clinton non fornisce nessuna risposta ignorando il commento fuori luogo. “Nessuno ha più rispetto di me per le donne”, ha aggiunto Trump.

  • WIKILEAKS

Scontato anche l’intervento, per altro già affrontato in precedenza, sulle 35 000 emails cancellate da Hillary quando svolgeva l’incarico di segretario di Stato nel primo mandato dell’amministrazione Obama. Trump  ha commentato: “Vuole le frontiere aperte”, citando un discorso fino a poco tempo fa rimasto del tutto confidenziale, in cui manifestava l’intenzione di creare un emisfero americano unificato. La Clinton ha spiegato di essersi riferita in quell’occasione all’energia elettrica.

  • LA TAPPA FINALE DELL’8 NOVEMBRE

Il momento più significativo dell’incontro si è concretizzato quando il moderatore Chris Wallace ha chiesto a Trump se accetterà i risultati dell’elezioni presidenziale, qualsiasi esso sia. “Vedrò sul momento”, ha sentenziato. “Vi lascio con la suspense”, ha insistito, rilanciando dubbi su possibili frodi di natura elettorali.  Un’affermazione decisamente fuori luogo e oltre ogni buon senso di uno scontro politico degno di nota. “È terrificante”, ha concluso la Clinton.

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